L'Italia fuori dai Mondiali di calcio è ormai un tema tristemente ricorrente. Dopo Giampiero Ventura e Roberto Mancini, neanche Gennaro Gattuso riesce a portate gli azzurri alla massima competizione globale, schiantandosi ai rigori contro una Bosnia compatta, coesa e con una qualità che forse la Nazionale tricolore neanche si aspettava. Nel fortino di Zenica, i tempi regolamentari e anche i supplementari finiscono 1-1, con una rete per frazione: apre Kean, al 15', risponde Tabakovic, al 79'.
Nel mezzo succede di tutto, con gli azzurri che restano in 10 per l'espulsione diretta di Alessandro Bastoni poco prima dell'intervallo e i balcanici che cingono d'assedio l'Italia, attaccando a ripetizione sulle ali degli ispiratissimi esterni Alajbegovic e Bajraktarevic e sfruttando le imponenti torri Dzeko, Demirovic e lo stesso Tabakovic, al suo ingresso, a centro area. Nonostante Dimarco vada in sistematica difficoltà sulla fascia sinistra e nonostante la superiorità numerica in mezzo al campo, l'Italia regge a lungo e crea anche tre occasioni importanti, tutte cestinate: la prima in contropiede con Kean, che spara a un centimetro dalla traversa, poi con il subentrato Esposito, che calcia alto a propria volta su assist di un fenomenale Palestra, infine con lo stesso Dimarco, che strozza troppo la conclusione.
Pur sottolineando i demeriti azzurri, va detto anche della prova dell'arbitro Turpin. Se sull'espulsione di Bastoni non ci sono dubbi, ce ne sono sul goal dell'1-1, nato da un assist di braccio di Dzeko, in caduta nel duello aereo con Mancini, e soprattutto sulla mancata espulsione di Muharemovic alla fine del primo tempo supplementare. Il difensore del Sassuolo stende Palestra lanciato a rete, ma l'arbitro estrae solo il giallo, forse giudicando fuori dal controllo dell'azzurro il pallone, dopo il tocco dell'esterno del Cagliari prima di subire fallo.
Arrivati ai rigori, c'è un déjà-vu internazionale, con la mente che torna a un'altra finale persa dall'Italia, ma a livello di club: Roma - Siviglia di Europa League del 2023. Come i giallorossi allora, anche gli azzurri arrivano ai tiri dal dischetto senza nessuno specialista. E così arrivano gli sbagli di Esposito e Cristante, intervallati dal goal di Tonali, mentre a Donnarumma stavolta non riesce il miracolo: Tahirovic, Tabakovic, Alajbegovic e Bajraktarevic segnano, seppur con brivido finale per un pallone toccato dal portiere nel rigore decisivo, e la Bosnia, come tre anni fa il Siviglia, trionfa.