Eraldo Pecci ricorda Bruno Pizzul col quale ha condiviso anni di telecronache e una bella amicizia:
"Molte cose mi legano a lui perché era una persona preparatissima, era una persona che sapeva più di quasi tutti noi e che non lo faceva mai pesare e non l'ho mai sentito dire "io" e questo dice che è una persona così come si deve essere. Secondo me parlare di Bruno gli si toglie qualcosa per forza perché era una persona come si deve essere. Parlarne tanto diventa routine, invece lui era un grande, un grande, punto. Più disponibile di tutti e sapeva più di tutti. Era una persona che sapeva di calcio, sapeva di buone maniere, sapeva di rispetto, sapeva di creanza, tra l'altro era anche profondo nell'analisi tecnica perché come tu sai era stato calciatore. Se vuoi ti racconto anche una cosa che secondo me è molto bella. Quando lui era ragazzo il Catania a un certo punto in un calciomercato poteva scegliere tra il giovane Burgnich e il giovane Pizzul, poteva scegliere quale dei due avrebbe preso il Catania per fargli fare le ossa come si faceva una volta. Il Catania scelge Pizzul, allora io gli dicevo: "Ma Bruno ma te eri più forte di Burgnich? E lui mi diceva: "Pensa cosa capivano lì a Catania...ahahahahah". Ogni tanto ci sentivamo, ogni tanto mi piaceva anche andarlo a trovare, però queste sono cose personali che parlano di me non parlano di lui, lui era un grande a tutto tondo ed era una persona che ti dava, ti dava perché ti ripeto aveva una sensibilità, una disponibilità che hanno solo i grandi senza mai farlo pesare in nessuna maniera. Non lo sentivo mai dire "io di qua", "io di là", "io di su" come fanno molti i tuoi giovani colleghi oggi che sanno molto di meno ma dicono molto spesso "io".