"Nel 1958 quella mancata partecipazione a quel Campionato del Mondo, che poi sarebbe stato il primo vinto dal Brasile in Svezia quindi sarebbe stato un Campionato del Mondo di grande rilievo anche storico e statistico, portò alla vera e grande trasformazione del calcio italiano. Noi abbiamo visto tre volte consecutive la Nazionale non qualificarsi per il Mondiale adesso e non è successo niente. Se mi consenti il termine, non è fregato niente a nessuno. Non solo non ci sono state le riforme strutturali, ma si è andati avanti alla stessa maniera, anzi forse leggermente peggiorando quello che c'era. Gli stessi candidati di oggi non li ho mai sentiti, indipendentemente dal fatto che il candidato sia Abete o che sia Malagò. Non ho mai sentito qualcuno che ha detto: "...ecco il mio programma è la riforma XY" e quindi si va avanti. Io non ho grande fiducia. Parliamo con Walter Zenga, abbiamo ricordato quel terzo posto e certo che quel terzo posto era importante, era comunque una conclusione di questo ciclo, di questo quadriennio 86-90 in cui quel Mondiale dimostrò quanto bene avesse lavorato quella squadra, cioè quanto bene avesse lavorato Azzeglio Vicini".