La prima volta, quando la sfida era su turno unico ma si giocava con andata e ritorno, a condannare l'Italia contro la Svezia furono un tiro deviato e una gara senza reti; la seconda, con le sfide su gara secca ma in doppio turno, andò anche peggio agli azzurri, che cestinarono occasioni su occasioni contro la Macedonia del Nord e uscirono subito. La terza comincerà contro l'Irlanda del Nord e proseguirà, in caso di successo, in casa di una tra Galles e Bosnia Herzegovina.
Questo è il percorso che l'urna di Zurigo ha tracciato per l'Italia nei playoff di qualificazione per il Mondiale. Un secondo atto tosto, soprattutto perché si disputerà in trasferta, un primo abbordabile, ma dopo due esperienze negative è chiaro che non ci si possa più fidare di nessuno.
L'Irlanda del Nord ha chiuso il girone A al terzo posto, dietro a Germania e Slovacchia, con nove punti conquistati in sei partite. Squadra ostica soprattutto quando gioca in casa, nel 2021 condannò l'Italia ai playoff per i Mondiali fermandola sullo 0-0, in una gara in cui gli azzurri avrebbero dovuto vincere con due goal di scarto. Va però detto che, lontano dalla bolgia del Windsor Park, spesso perda i superpoteri e lo si era visto proprio nella sfida d'andata di quelle qualificazioni.
Su questo potranno contare gli azzurri, nella sfida in programma il 26 marzo a Bergamo, ma, per evitare quello che sarebbe un vero psicodramma, alla Nazionale servirà mostrare lo stesso carattere che aveva Rino Gattuso quando ancora giocava. A proposito del ct, il suo commento sull'abbinamento è stato breve, ma chiaro: "Servirà una grande partita ma ce la possiamo giocare”, ha detto, rilanciando la richiesta di organizzare due giorni aggiuntivi di stage, per cementare e preparare il gruppo a una sfida che stavolta non si può sbagliare.
Chi non ha sbagliato, anzi, ha sorpreso tutti è Curaçao. Il Paese caraibico, 444 km quadrati d'estensione per soli 186.000 abitanti, è diventato il più piccolo e meno popoloso della storia a qualificarsi per un Mondiale dopo lo 0-0 soffertissimo in casa della Giamaica. Un'impresa, non c'è altro modo per definirla, considerando che a Curacao, Nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi dal 2010, la Federcalcio sia nata solo nel 2011. A proposito di record, a guidare i caraibici sarà l'olandese Dick Advocaat, che tornerà al Mondiale 32 anni dopo e lo farà a 76 anni, come allenatore più anziano nella storia della competizione.