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Italia-Norvegia, ultimo atto a San Siro: una sfida più mentale che matematica

Alle 20.45 gli Azzurri affrontano la Norvegia. Con un 9-0 i ragazzi del CT Gattuso sarebbero al Mondiale: una missione impossibile, per questo si pensa già ai play-off di marzo.

di Alessandro Ciacci
16 nov 2025

L’ultima giornata di qualificazioni Mondiali per l’Italia ha il sapore di un esame di coscienza più che di un vero dentro o fuori. A San Siro arriva la Norvegia, dominatrice del girone dall’inizio alla fine e forte del 3-0 rifilato agli Azzurri nella gara d’andata. Per strappare la qualificazione diretta servirebbe un impossibile 9-0: numeri che parlano da soli. Ma la partita che chiude il raggruppamento ha un peso diverso, psicologico, quasi simbolico. Un segnale da dare – e da darsi – prima dei play-off di marzo, quelli che valgono la chance di evitare il terzo Mondiale consecutivo visto solo in televisione. Molto è cambiato da quel 6 giugno, giorno che ha ribaltato le certezze della Nazionale e aperto la strada al cambio in panchina: via Spalletti, dentro Gennaro Gattuso. Da allora il percorso ha ritrovato ordine, ma non abbastanza da evitare il passaggio per gli spareggi.

“Il 9-0 è impensabile” - afferma il CT - “voglio vedere una prova di maturità da parte dei miei ragazzi, contro una squadra che ci ha fatto male 6 mesi fa. Sarà una sfida che ci servirà per capire a che punto siamo”

Gattuso mescola le carte rispetto alla sfida con la Moldavia: fuori Tonali e Cambiaso, entrambi a rischio squalifica, e assente anche Calafiori. Tra i pali torna Donnarumma, protetto da una linea a 3 composta da Di Lorenzo, Mancini e Bastoni. Sulle fasce i due quinti saranno Dimarco e Politano, in mezzo rientra Barella, affiancato da Frattesi e Locatelli. Davanti, nel 3-5-2, ci sarà Retegui insieme al giovane Pio Esposito, chiamato a una serata di carattere. La Norvegia, forte del primato e di una solidità che ha sorpreso tutto il girone, dovrebbe presentarsi con uno dei suoi classici 4-4-2. Davanti il tandem delle meraviglie: Haaland e Sorloth, due che non hanno bisogno di presentazioni. Sulla carta è una sfida che vale poco. Nella testa degli Azzurri, però, vale tantissimo.





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