SERIE A

La A sfida Spadafora: "Ricominciamo a giugno"

La battaglia del grano compatta la serie A. E la prospettiva di chiudere ventilata, quasi caldeggiata, dal Ministro Spadafora finisce respinta con perdite. L'assemblea dei club, riuniti in teleconferenza, ribadisce la posizione presa lo scorso 21: fare di tutto per portare a termine il campionato.

Un modo per dire al governo, qualora non si troverà la quadra per modificare il protocollo sanitario, di assurmesi la responsabilità di gettare la spugna sul calcio. Il confronto prosegue e va al punto principale della vicenda. Sollecitare le televisioni a pagare l'ultima rata dovuta ai club per la stagione in corso. Operazione non semplice a qualche giorno dalla missiva che Sky, Dazn e Img avevano inviato con richiesta di sconti o dilazioni.

La A vuole tutto e subito e in cambio si impegna a giocare. L'idea è di poterlo fare il 9-10 giugno, con 16 finestre utili a completare le 12 giornate rimanenti e i recuperi.

Dall’Uefa, tutt’altro che decisa ad alzare bandiera bianca sulla fine anticipata, è arrivata un’altra apertura: la priorità di Nyon è quella di concludere i campionati, anche con i play off, non le coppe nazionali che potranno essere non assegnate.

Se la Coppa Italia non avrà un vincitore, il quadro delle 7 italiane in Europa nel 2020-2021 sarà dunque completato con la settima classificata in campionato, che farà i preliminari di Europa League. L’ipotesi di protrarre i tornei nazionali oltre il 2 agosto perde consensi: Ceferin vuole dedicare il mese alle coppe internazionali. 

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