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La Serie A scende in campo al fianco di Save the Children per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro

17 mag 2019
La Serie A scende in campo al fianco di Save the Children per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro

Lo Sport anche in questa occasione sarà in prima linea: dopo il 102° Giro d’Italia, di cui Save the Children è Charity partner, sarà la Serie A a sostenere «Stop alla guerra sui bambini», la nuova campagna globale per dire basta alle sofferenze che i minori sono costretti a subire nelle aree di conflitto, dove vivono.

Sabato 18, Domenica 19 e Lunedì 20 maggio, tutte le squadre della Serie A TIM scenderanno in campo per supportare la campagna, che l’Organizzazione ha voluto lanciare nell’anno del suo Centenario, invitando tutti i tifosi a contribuire con una semplice donazione attraverso un SMS o una chiamata da telefono fisso al 45533 per dare protezione, cure e istruzione ai bambini scappati dagli orrori della guerra. La campagna, volta a contrastare le sofferenze che milioni di bambini sono costretti a subire in zone di guerra, vede ancora una volta gli allenatori a schierarsi in prima linea con Allegri, Gasperini, Gattuso, Giampaolo, Mihajlovic, Montella, S. Inzaghi, Spalletti.
Tra i club, al fianco dell’Organizzazione, ci sono l’ACF Fiorentina, che è partner di Save Children dal 2010 e ne sostiene alcuni progetti, e Juventus FC che da questa stagione sostiene ed è partner dell'Organizzazione.

Si può sostenere Save the Children al numero solidale 45533, attivo sino al 30 settembre, per dare protezione, cure e istruzione ai bambini scappati dagli orrori della guerra. Si possono donare 2 euro inviando un SMS dal proprio cellulare oppure si possono donare 5 o 10 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa con TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. Sempre da rete fissa è inoltre possibile donare 5 euro chiamando con TWT, Convergenze e PosteMobile. I fondi raccolti andranno a sostenere i progetti di Save the Children per garantire protezione, cure e istruzione ai bambini in Uganda fuggiti dagli orrori della guerra.