Dopo gli otto punti nelle prime quattro giornate di campionato, Ruben Amorim si confronta con l'Europa e, soprattutto, con il proprio passato. L'allenatore portoghese e il Milan affronteranno stasera il Benfica, nella prima giornata di Europa League. Subito un test probante, per i rossoneri, attesi da un cammino piuttosto duro, che dovrebbe ammorbidirsi un po' nel finale: dopo i portoghesi, toccherà a Salisburgo, Bournemouth, Ferencvaros, Olympiacos, Sunderland, Levski Sofia e Ararat-Armenia.
Nonostante tutto, considerando la rosa a disposizione e il prestigio del club che allena, Amorim confessa di voler provare a vincere ogni partita, per arrivare in finale: "L'obiettivo, va da sé, è vincere - ha detto in conferenza stampa -. Abbiamo grandi qualità, la stessa cosa possiamo dire del Benfica. Chiaramente il nostro obiettivo è cercare di arrivare in finale e sappiamo che tante siano le squadre competitive. Ciò che può fare la differenza in questo caso è poter contare su una rosa degna di tale nome. Bisogna gestire al meglio i giocatori a nostra disposizione, fare le giuste rotazioni, e non è uno sforzo che riguarda un solo giocatore, è uno sforzo che riguarda tutta la squadra, tutti quanti dobbiamo essere pronti. Se c'è la motivazione, poi, e se coesistono tutti questi fattori, penso che si possa vincere qualunque competizione e qualunque partita, ricordando semplicemente che l'obiettivo è solo uno: vincere".
Pur non rivelando la formazione che sceglierà, l'allenatore ha fatto intendere di pensare ad Hutcinson titolare sulla trequarti, accanto a Cissè. Al centro dell'attacco ci sarà ancora Goncalo Ramos, possibile riposo per Modric e Rabiot a centrocampo, con Musah e Jashari pronti a sostituirli. Intoccabile Maignan in porta, De Winter e Pavlovic dovrebbero essere affiancati da Terracciano in difesa. Per quanto riguarda il Benfica, Amorim ha detto di tenerne d'occhio soprattutto il gioco sulle fasce. E, allora, a Chukuweze, sulla destra, e a Bartesaghi, sulla sinistra, andrà il compito di limitarlo. Fischio d'inizio alle 21, col Milan che spera di avere con sé il 12° uomo in campo: il pubblico di San Siro.