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Mondiale Beach Soccer, Italia in finale: Russia piegata 8-7

Le triplette di Gori e Ramacciotti non evitano l'overtime, deciso dal penalty di Zurlo. Ora il Portogallo, vincente ai rigori sul Giappone.

di Riccardo Marchetti
1 dic 2019
Mondiale Beach Soccer, Italia in finale: Russia piegata 8-7

La pioggia s'abbatte sul Mondiale di sabbia e aggiunge epicità all'ascesa dell'Italia. Che ai supplementari piega la Russia con uno spettacolare 8-7 e, dopo due quarti posti di fila, torna a giocarsi l'oro iridato, già sfumato nel 2008 contro il Brasile. Alla punizione di Novikov che sorprende Del Mestre, i verdi replicano con l'inzuccata di Corosiniti su angolo di Frainetti e con la fregata di Ramacciotti, lesto a punire il troppo tergiversare di Makarov. Makarov che poi si riscatta con la sassata nel sette del nuovo pari, vanificato da una bordata da fuori di Gentilin deviata in rete da Ramacciotti. Il controsorpasso russo è a doppia firma di Zemskov: stop e bicicletta ravvicinata su lancio di Makarov e zampata sottoporta favorita dall'indecisione di Del Mestre su Shkarin. E qui entra in scena il capocannoniere Gori, che dà il buongiorno alla sfida recuperando palla e inventandosi una rovesciata dalla distanza. Romanov lo imita, ma da vicino, anticipando l'uscita di Del Mestre, ma ormai il 10 in verde è in bolla: Ramacciotti lo pesca libero e lui infila Chuzhkov col tunnel, mentre la tripletta arriva su punizione. E nel mezzo era arrivata la tripletta pure per Ramacciotti, rapace nel correggere in gol un tiro carambolato di Zurlo. Il 7-5 comunque non taglia le gambe ai russi: sulla pettata di Krasheninnikov, Romanov prende posizione su Gentilin e accorcia, poi Del Mestre si fa nuovamente beffare dal diagonale defilato di Makarov e si va all'overtime. Deciso dalla seconda bocca di fuoco italica, Zurlo, finalmente sbloccatosi col rigore della vittoria.

Italia a caccia del primo titolo iridato di sabbia coi già due volte campioni mondiali del Portogallo, che proprio grazie ai rigori liquidano il Giappone. Il 3-3 del campo comincia con la girata ravvicinata di Leo Martins, alla quale i nipponici rispondono col piazzato di Ozu e con Yamauchi, servito direttamente dal portiere Terukina. Il Portogallo evita il tracollo con le parate di Andrade e si riporta avanti con la doppietta di Be Martins, in entrambi i casi letale dalla distanza. Infine la saetta sotto la traversa di Akaguma che vale la definitiva parità, che resiste anche all'overtime. Arrivano pioggia fitta e  rigori: il Portogallo è impeccabile con Madjer e Coimbra, il Giappone segna con Yamauchi ma è condannato dagli errori di Ozu e di Tabata, con quest'ultimo che fa calare il sipario.