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È morto Gustavo Giagnoni, tutto colbacco e Toro

8 ago 2018
Gustavo GiagnoniÈ morto Gustavo Giagnoni, tutto colbacco e Toro
È morto Gustavo Giagnoni, tutto colbacco e Toro - È <strong>morto a 85 anni</strong>, si è tolto il colbacco, ma non la maglia del Toro.
Aveva il cuore granata e un colbaccone in testa, Gustavo Giagnoni. Che al Torino ha legato gli anni più belli e creato le basi per quella super squadra con la quale l'anno dopo Gigi Radice arrivò allo scudetto. Ecco perchè delle 11 squadre che ha allenato il Toro è stata la prima a ricordarne la scomparsa.

La più colpita, la più abituata in anno maledetto in cui i granata avevano già perso Bonetto, Mondonico e la vedova Maroso. Non era un compagnone, non era uno da prime pagine. Era piuttosto taciturno e vero. Nato ad Olbia, figlio legittimo della sua terra. Uomo di poche parole e sentimenti veri.

La storia del colbacco ad esempio. Regalatogli da un tifoso del Mantova ed esibito anche a Taranto con climi e contesti lontani da quelli rigidi della steppa. Nel Mantova aveva giocato sette anni, quasi 300 presenza dalla quarta serie alla serie A. Quando si innamorava, durava. Quando si scaldava, bolliva. Come quella volta che Barbaresco annullò un gol ad Agroppi e lui perse lo scudetto di un punto. Roba da Var, oggi. Da sbroccate epocali allora. L'ultimo suo segno in panchina fu con la Cremonese riportata in serie A. Poi una promozione al Mantova da Direttore Tecnico. Da 20 anni era fuori dai giochi. Tifoso silenzioso dei suoi colori.

È morto a 85 anni, si è tolto il colbacco, ma non la maglia del Toro.