Ormai gioca da grande, accelera, rallenta, non sta nella partita, ma la determina. Il Ravenna vola, tira 3 ceffoni alla Torres, troppi per i sardi che faticosamente provano a voltare pagina. Ci mette 13 minuti la squadra di Marchionni a sbloccarla, tacco di Donati, cross di Spini e Idda anticipa tutti, ma la mette imparabilmente alle spalla del suo portiere. Prova a chiuderla subito il Ravenna e ci va vicino con Tenkorang che prende la schiena di Mercadante, poi si innesca uno strano campanile risolto dal volteggio di Zaccagno. La Torres resta in piedi e prima dell'intervallo prova a rientrare, Diakite la tiene, si appoggia, si gira e calcia, alto, cadendo.
Ma è ad inizio ripresa che i sardi ci vanno a tanto così. Sempre Diakite, non scatta il fuorigioco, il centravanti cerca l'angolo e trova un Anacoura da sigla televisiva. Ma il Ravenna funziona e non la mena oltre: Lonardi-Spini-Luciani, 2-0 e giochi fatti con 30 minuti di anticipo. La nuova Torres firmata Sanna non meriterebbe la distruzione, che invece arriva per la cintura di Mastinu a Tenkorang e il conseguente rigore viene convertito da Spini, il migliore il campo. Prima della festa del Benelli ancora Anacoura a negare almeno la bandiera ai sardi. E indipendentemente dal risultato dell'Arezzo, il Ravenna si è regalato una notte da capolista.