Il Real Madrid sceglie la continuità: Florentino Perez è stato rieletto presidente del club. Il patron ha battuto con un netto 65% a 35% l'avversario Enrique Riquelme, che nei giorni scorsi aveva fatto di tutto per superarlo, anche annunciare importantissimi acquisti in caso di elezione, ma che alla fine è uscito sconfitto e umiliato, perché Perez ha detto di non conoscerlo neanche, dopo aver vinto.
Imprenditore e politico spagnolo, già alla guida del club tra il 2000 e il 2006, quando diede vita ai Galacticos, il presidente dei blancos tornò al vertice del Real nel 2009 e da quel momento in poi non ha più ceduto il trono. In 23 anni di regno ha vinto 37 trofei - 5 in più di Santiago Bernabeu - e influenzato i destini del calcio più di ogni altro presidente, senza mai mandarle a dire, né alle istituzioni internazionali, né agli avversari, né ai suoi, quando lo ritenesse necessario, come al termine della caotica stagione appena conclusa, la seconda di fila senza trofei. Uno smacco che Perez non poteva accettare.
E così, nei giorni scorsi, dopo aver annunciato i primi colpi dell'anno - l'interista Denzel Dumfries per soli 20 milioni e il difensore Ibrahima Konaté, svincolatosi dal Liverpool - aveva preso una decisione drastica e inaspettata: richiamare José Mourinho sulla panchina del Real, "uno dei migliori allenatori al mondo", nonché un "madridista vero", ha detto in seguito alla rielezione.
La conferma di Perez fino al 2030 è anche il prolungamento della battaglia con Joan Laporta, che a fine marzo aveva ricevuto un nuovo mandato come presidente del Barcellona. Una rivalità che va oltre il calcio e riguarda anche la politica, essendo Barcellona - e il Barcellona - il cuore di una comunità catalana che non si sente del tutto spagnola - anzi -, e i due non si sono mai trattati con toni concilianti, se non quando Perez propose il progetto della Superlega e i blaugrana vi aderirono, prima di lasciare una barca affondata nel 2025. Un progetto che, seppur defunto prima ancora di concretizzarsi, ha fatto capire le dimensioni del potere e dell'influenza sul calcio europeo di Perez, l'unico capace di portare la Uefa a scendere a compromessi, l'uomo dei Galacticos, il più vincente nella storia del Real.