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Rimini: esonerato Acori

19 gen 2019
Rimini, altro ko esterno: 2-0 Triestina, esonerato Acori
Rimini, altro ko esterno: 2-0 Triestina, esonerato Acori - La decidono Maracchi e Petrella, biancorossi superati anche dal Fano e, al momento, senza allenatore...
Il Rimini e le trasferte: un rapporto che quest'anno non è mai sbocciato e, col tempo, è precipitato, tanto da costare la panchina a Leo Acori. L'esonero della leggenda biancorossa arriva dopo il 2-0 incassato in casa della Triestina, confermatasi seconda forza del campionato. Viceversa i romagnoli vengono scavalcati dal Fano e, al netto del recupero con la Ternana, entrano in zona playout.

Quella del Rocco è la quinta sconfitta esterna di fila, l'ottava nelle ultime nove. Ma quel che è peggio è che arriva quasi senza colpo ferire, perché in tutta la partita il Rimini mette insieme giusto due mezze occasioni. La prima arriva all'alba del match con lo scivolone di Sabatino, Simoncelli è pronto ma calcia troppo debolmente perché Boccanera possa incartarsi a sua volta. Di ben altro spessore la conclusione di Maracchi, che sul cross di Formiconi respinto da Marchetti coordina il destro volante da appena dentro l'area: nonostante la pressione ne esce una girata capolavoro e Trieste è avanti. Il centrocampista tenta il bis su una punizione di Beccaro spizzata da Malomo: qui è provvidenziale Ferrani, che intercetta anticipando Granoche e poi va in decisivo disturbo su Formiconi.

Acori ha in campo le nuove leve Piccioni e Palma, ed è proprio quest'ultimo il protagonista della seconda mezza occasione: l'ex Giana riceve da Simoncelli e scocca un diagonale troppo poco preciso per far male e troppo forte per far da assist ad Arlotti. Il resto è Triestina: Beccaro di fino per il traversone di Libutti, Marchetti chiude su Granoche. El Diablo sbatte su Marchetti anche quando c'è da chiudere il triangolo con Petrella, che riesce comunque a inserirsi di testa su Petti e a incocciarla a fil di palo.

Le ultime mosse della terza gestione Acori sono gli ingressi di Volpe e Guiebre, che comunque non cambiano l'andazzo. Dal raddoppio alla fine c'è giusto un'altra sponda di Granoche per Procaccio, sul cui pallonetto Giacomo Nava fa un passo indietro di troppo, ma senza portare la palla oltre la linea.

RM