“L'oratorio era il mio San Siro e, poi, a San Siro ci sono effettivamente arrivato” - parole di Demetrio Albertini, special guest della 16^ edizione di “Sport con Gioia”, il convegno organizzato dalla Vis Novafeltria in collaborazione con la U.S. Pietracuta per parlare di calcio. Di calcio alle sue origini, di pura passione, di quando le classifiche e i tabellini non erano tutto. Perché esiste un calcio che va oltre il risultato, una disciplina che trasmette valori, crea relazioni autentiche e permette ai giovani di crescere. Questi i temi snocciolati durante la serata a Pietracuta, in cui l'ideatore Pier Domenico Gambuti ha riunito – solo per la seconda volta, in pubblico – i 3 fratelli Albertini.
"È un sogno che mi porto dietro da più di dieci anni" - ammette Gambuti - "perché il convegno è partito nel 2007 e a Don Alessio dicevo sempre di portare anche i suoi fratelli. Oggi ci siamo riusciti, un grazie a Don Alessio, anche se conosco Demetrio, e sono molto contento perché l'obiettivo di questo convegno alla fine è essere una lezione di vita tramite lo sport, ma per la vita dei giovani. Tre figure come loro sono importantissime, sono rimaste figure molto semplici, molto umili, con i giusti valori della vita, per cui sono veramente molto contento"
Presente - tra il pubblico - anche l'ex allenatore di Inter, Milan e Juventus Alberto Zaccheroni. Oltre a Demetrio, che in 15 anni di Milan ha vinto 5 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali ed è stato vice-campione del mondo e d'Europa con la maglia della Nazionale italiana, sono intervenuti anche Gabriele – che è stato presidente della storica società Pro Sesto – e il primogenito, don Alessio, anch'esso legato al mondo del calcio e non solo essendo figura di riferimento del Centro Sportivo Italiano.
"Mi sento di arginare una delle solite cose che sento dire ogni volta che c'è un fallimento nel mondo del calcio" - dice don Alessio Albertini - "mancano gli oratori, bisogna tornare agli oratori. Diciamo che il male degli oratori, sportivamente parlando, sono stati proprio le società sportive che hanno indicato che l'unico vero obiettivo è il risultato e non il divertimento che aiuta anche a far maturare il talento. Allora non bisogna dire che mancano gli oratori o che bisogna tornare agli oratori, ma che forse l'unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno non è il risultato adesso, ma che i ragazzi possano gioire dietro un pallone"