Tra gli ospiti alla serata del Premio Vicini, l'allenatore Alberto Zaccheroni parla del suo rapporto col CT di Italia '90: "Azeglio non me l'aveva mai presentato nessuno. Io allenavo i giovani del Cesenatico, andavo a Ponente ad allenarli e lui di tanto in tanto veniva a fare una passeggiata nel parco, però io non avevo il coraggio di salutarlo. Quindi diciamo che ci siamo conosciuti bene quando io ho cominciato ad allenare le squadre importanti. Tanto io qua non c'ero mai e lui era a Brescia. Dopo siamo diventati grandi amici, abbiamo condiviso tante cose assieme, a Cesena, qui soprattutto col Panathlon. Azeglio è stato, anzi, a me viene da dire è un ottimo amico".
Zaccheroni, che da CT del Giappone ha vinto la Coppa d'Asia, si sofferma anche sulla crisi della nazionale azzurra, fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva: "Io non credo che manchi la qualità dei giocatori. I giocatori italiani di grande livello li abbiamo sempre avuti e li avremmo sempre. Abbiamo il calcio nel sangue. Il problema è da qualche altra parte, perché io vedo le partite del campionato italiano e i giocatori ci sono. Poi non so perché non si riesca a fare squadra, perché la squadra non va allenata solamente in campo".