Partiamo da un dato di fatto: l'attuale formula del Campionato Sammarinese, con girone unico all'italiana, ha ampiamente superato le aspettative. Nelle quattro stagioni disputate con questo format, infatti, lo scudetto è stato assegnato tre volte all'ultima giornata e una alla penultima, a testimonianza di un equilibrio e di un'incertezza che hanno reso il torneo particolarmente avvincente.
La domanda, a questo punto, è un'altra: come si potrebbe rendere ancora più interessante un campionato che continua a crescere?
Per cercare una risposta abbiamo fatto un viaggio nell'Europa del calcio. Delle 55 federazioni affiliate alla UEFA, 54 organizzano un campionato nazionale; l'eccezione è il Liechtenstein, che disputa soltanto la coppa nazionale. Anche tra i Paesi più piccoli del continente, le uniche realtà prive di una seconda divisione sono oggi Gibilterra e San Marino. Andorra, Malta, Lussemburgo, Islanda e perfino le Isole Faroe organizzano infatti un campionato cadetto. Cambia il numero delle partecipanti: si passa dalle sei squadre di Andorra alle sedici di Malta.
Nel nostro tour europeo ci siamo soffermati anche sulla Scottish Premiership. Un po' per curiosità, considerando che sembrava possibile che gli Hearts interrompessero il dominio delle squadre di Glasgow, che dura da oltre quarant'anni. Alla fine, però, anche quest'anno il titolo è rimasto nelle mani del Celtic.
Perché guardare proprio alla Scozia? Per due motivi. Innanzitutto perché la massima serie è composta da dodici squadre. Inoltre, la formula prevede che ogni squadra affronti le altre tre volte prima della seconda fase, alla quale accedono le migliori sei.
Giocare più volte le sfide di cartello è una caratteristica che rende molti campionati particolarmente interessanti. Un concetto che potrebbe trovare applicazione anche a San Marino qualora si decidesse di riaprire il discorso Serie A e Serie B.
L'idea potrebbe essere quella di due campionati da otto squadre ciascuno, con la possibilità di affrontarsi tre volte durante la stagione. Non sarebbe male vedere partite come Tre Fiori-Virtus o La Fiorita-Tre Penne non soltanto due volte all'anno. Si avrebbe così un torneo capace di proporre più frequentemente sfide di alto livello, con una stagione regolare da 21 giornate anziché 30.
Un aspetto tutt'altro che secondario, considerando che neve e nebbia continuano a incidere sul calendario, come dimostrano i rinvii e gli spostamenti registrati anche nell'ultima stagione.
La lotta per lo scudetto resterebbe di altissimo livello, così come quella per i posti europei. Ma ad aumentare ulteriormente l'interesse sarebbe soprattutto la corsa salvezza: una retrocessione diretta e uno spareggio promozione-retrocessione tra la penultima di Serie A e la seconda classificata di Serie B garantirebbero tensione e spettacolo fino all'ultima giornata. Nel frattempo, la vincitrice del campionato cadetto potrebbe celebrare una promozione che darebbe ulteriore significato alla competizione.
Una stagione da 21 giornate farebbe probabilmente felici anche giocatori e addetti ai lavori. Si potrebbe immaginare una Coppa Titano disputata prevalentemente nel weekend, evitando i rigidi turni infrasettimanali di metà inverno. Recuperare spazio nel calendario consentirebbe inoltre di gestire meglio eventuali rinvii, ma anche di offrire ai commissari tecnici maggiori opportunità per organizzare stage e raduni con i calciatori impegnati nel campionato sammarinese.
Senza dimenticare un altro aspetto fondamentale: la preparazione alle competizioni europee. Disporre di più margine nella programmazione potrebbe aiutare club e staff tecnici ad affrontare gli impegni continentali con maggiore serenità e una preparazione più accurata.
Infine, c'è il tema dello spettacolo. Serie A e Serie B potrebbero convivere nello stesso fine settimana, tra sabato e domenica, alternando le giornate e valutando eventuali anticipi in caso di necessità logistiche legate ai campi disponibili.
Alla fine resta un'idea, una di quelle di cui si sente parlare sempre più spesso e che potrebbe rappresentare un vero salto di qualità per il calcio sammarinese. Una proposta che, almeno sulla carta, non sembra affatto da scartare. Certo, questa è la riflessione di alcuni giornalisti che hanno provato a svilupparla. Ma, in fondo, anche Vittorio Pozzo era un collega.