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Giampaolo Mazza sull'ammonizione della disciplinare

"Accetto la decisione presa, ma non mi sarei mai aspettato che una frase in tono scherzoso portasse il presidente Tura e il Consiglio Federale ad una denuncia"

29 apr 2019
Giampaolo Mazza sull'ammonizione della disciplinare

In riferimento al procedimento disciplinare che mi ha visto protagonista, sono con la presente innanzitutto a dichiarare di voler serenamente accettare l’ammonizione ricevuta dalla Commissione Disciplinare poiché, come tutti gli sportivi sono soliti fare, è mia intenzione rispettare la decisione assunta da un organo giudicante. Tuttavia ritengo opportuno precisare quanto segue: la frase da me pronunciata al vicepresidente UEFA dott. Michele Uva al termine dell’assemblea federale, in un momento privato e con un tono del tutto scherzoso e ironico, avente il seguente tenore: “da lei mi sarei aspettato più imparzialità durante la serata”, non pensavo potesse spingere il Presidente Marco Tura ed il Consiglio Federale ad una denuncia. Ritengo importante evidenziare come tale frase è stata pronunciata a seguito di un’assemblea durante la quale si è sviluppato un dibattito con opinioni alquanto divergenti rispetto ad argomenti previsti all’ordine del giorno. Inoltre, le scuse da me inviate al vicepresidente Michele Uva, alla UEFA ed al Consiglio Federale stesso per conoscenza, non facevano comunque indurre il presidente Tura ed il Consiglio Federale a ritirare il procedimento o quanto meno a rivedere le dure considerazioni effettuate nei miei confronti. La denuncia, infatti, oltre a riportare la frase di cui sopra, conteneva addebiti a me rivolti per un presunto comportamento maleducato ed ostile tenuto durante l’assemblea che poteva mettere in discussione addirittura i finanziamenti da parte della UEFA al movimento calcistico sammarinese. Reputo tale accusa del tutto fuori luogo se non denigratoria soprattutto in quanto rivolta a chi, come me, ha dedicato all'insegnamento tutta la sua vita. Ad ogni modo, la sentenza non valuta queste affermazioni. La Commissione prende in considerazione unicamente la frase sopra citata, non ritenendo dunque meritevoli di attenzione le accuse riportate sia in esposto dal presidente Tura che da alcuni testimoni chiamati dalla Procura Federale a rendere dichiarazioni. Anche il richiamo ad un analogo fatto accaduto in passato e segnalato in denuncia dal Presidente Tura con l’intento di attirare l’attenzione della Commissione Disciplinare sulla circostanza che in tale occasione fu applicata una squalifica, è del tutto falso. Come dimostrato da documentazione in possesso della stessa Federazione, per il tal caso, non venne comminata alcuna sanzione. La mia amarezza, come riportato in un precedente comunicato, deriva dal fatto che il nostro calcio, basato sul volontariato e sulla passione dei dirigenti stia scivolando verso un anomalo e severo giustizialismo per ogni fatto accaduto, perdendo quel lato umano e famigliare che aveva fino a poco tempo fa contraddistinto la nostra Federazione. Credo che gli avversari, anche se tale assolutamente non mi reputo essendo anzi sempre stato un collaboratore per la crescita del nostro calcio, debbano essere “contrastati” con le idee e con i progetti e non nelle aule di Tribunale.


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