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Libertas a Sarajevo: una capitale che guarda al futuro

3 lug 2013
Libertas a Sarajevo: una capitale che guarda al futuroLibertas a Sarajevo: una capitale che guarda al futuro
Libertas a Sarajevo: una capitale che guarda al futuro - Sono tre i fatti che hanno segnato l'ultimo secolo di storia della Bosnia e della sua capitale, ma s...
Sono tre i fatti che hanno segnato l'ultimo secolo di storia della Bosnia e della sua capitale, ma solo uno viene ricordato per lo sport. Le Olimpiadi invernali del 1984 ospitate da Sarajevo dividono due eventi che hanno segnato il ventesimo secolo. Se l'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando del 1914, che portò alla Prima Guerra Mondiale, fa parte dei libri di storia, la guerra di Jugoslavia e ancora viva in molti. A distanza di 20 anni dai primi bombardamenti, Sarajevo e' un città che ha iniziato da tempo la sua fase di rinascita. Restano però ancora i segni della guerra e della violenza dei comabattimenti, un dato lo caratterizza su altri: la media di oltre 300 bombardamenti al giorno. L'assedio di Sarajevo ha lasciato i segni sui muri, quelli che la ricostruzione piano piano sta cancellando. Resta comunque la necessità di non dimenticare fatti, non così poi lontani. Lo stesso "Tunnel della Speranza" rappresenta un esempio del ricordo. 800 metri che hanno fatto la differenza tra vita e morte. Un collegamento costruito al di sotto dell'aeroporto per rifornire di viveri gli assediati o come via di fuga dalla città. Sarajevo oggi e una città moderna, dove gli abitanti sembrano poter vivere e convivere nonostante le differenze culturali e religiose. La Gerusalemme d'Europa, così come era stata ribattezzata per il clima di tolleranza che aveva contradistinto il periodo pre-bellico, vuole tornare ad esserlo e questo grazie anche allo sport, un veicolo da sfruttare per unire e lasciare il passato allo storia. Sarajevo e Libertas diventano un simbolo sotto una bandiera comune, diversi ma con la stessa voglia di onorare un impegno sportivo. Il caso vuole che anche il coloro, granata sia lo stesso. Per molti giocatori della Libertas quella contro il Sarajevo rappresenta una seconda volta nelle coppe internazionali dopo la sfida dello scorso anno contro il Renova. Tra questi c'è anche Simone Bacciocchi, il difensore sammarinese è l'unico che nove anni fa avevo già incontrato con il proprio club, il Pennarossa, l'altra quadra di Sarajevo, lo Zeljeznicar. Nel 2004 il primo incontro tra un club del Titano e uno bosniaco.

(Nel video l'intervista a Simone Bacciocchi - Difensore Libertas)

Dal nostro inviato in Bosnia
Elia Gorini