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Play-Out : Recanatese - San Marino, si salvi chi può

Al Tubaldi di Recanati ore 16 la sfida che vale la categoria. In caso di parità al 90° tempi supplementari. Se permane la parità niente rigori resta in D la Recanatese per la miglior classifica

di Lorenzo Giardi
16 mag 2026

Di processi o miracoli ne parleremo da lunedi. Anche se a prescindere, quanto fatto vedere dalla società biancoazzurra, non ha nulla a che fare con la serietà, per il momento il focus resta solo sulla partita del Tubaldi. Novanta minuti per evitare il baratro. Novanta minuti o centoventi per tenersi stretta la Serie D e dare un senso ad una stagione vissuta costantemente sul filo.

La sfida tra Recanatese e San Marino non è una semplice partita: è un concentrato di tensione, paura e speranza. Da una parte una Recanatese ferita, arrabbiata, chiamata a trasformare il fattore campo in un’arma. Dall’altra un San Marino che ha già dimostrato di saper soffrire, rialzarsi e restare vivo anche quando tutto sembrava perduto. I Titani arrivano all’appuntamento con il peso di una stagione complicata, e senza il totem Mattia Gasperoni svincolato al termine della causa a suo favore, vinta per le diverse infrazioni burocratiche causate da una società come detto poco seria, nella gestione generale, ma anche con la consapevolezza di avere ancora un colpo da sparare.

Sarà una gara sporca, nervosa, probabilmente decisa dagli episodi. In partite così il calcio spettacolo lascia spazio agli istinti: contano i duelli, le seconde palle, la capacità di reggere la pressione quando le gambe iniziano a tremare. E conterà soprattutto la testa.

Il San Marino dovrà evitare gli errori che troppe volte ne hanno condizionato il cammino. Servirà equilibrio, ma anche coraggio. Perché nei play out non basta sopravvivere: bisogna avere la forza di colpire nel momento giusto. La Recanatese invece proverà a trascinare la sfida sul piano emotivo, facendo leva sull’ambiente e sull’urgenza di chi non può permettersi un altro passo falso. “Si salvi chi può” non è soltanto un titolo ad effetto. È il riassunto perfetto di una partita dove il confine tra delusione e liberazione sarà sottilissimo.

Da una parte ci sarà chi piangerà una retrocessione, o forse no. Dall’altra chi potrà finalmente tirare un sospiro di sollievo. E in gare come queste, spesso, non vince il più bello. Vince chi ha più fame.





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