Regions Cup: buon esordio di San Marino che cede di misura all'Ungheria

Sacrificio e determinazione, unite a un buon approccio alla partita non sono bastati alla Nazionale di San Marino per raccogliere il risultato nella gara d'esordio del girone di Coppa delle Regioni. La squadra del ct Luigi Bizzotto parte bene. E' ordinata e spesso mantiene il possesso palla. Gli avversari sono forti fisicamente e su questo costruiscono il successo. Dopo 7 minuti il gol ungherese arriva a sorpresa, un po' perché la partita è di quelle equilibrate, un po' perché è un errore difensivo a spianare la strada a Dávid Rigó che con un pallonetto supera Zavoli. La partita resta quella dei primi minuti, con San Marino che ci prova da fuori con Tomassoni oppure su calcio d'angolo, con Merendino che la gira di testa sul secondo palo. Al 30' ci prova Muccini, il suo colpo di testa viene respinto.
Nel finale di tempo Vörös Torma sfiora il raddoppio con una conclusione a giro che si stampa contro la traversa, ma alla fine del primo tempo, l'Ungheria si trova avanti nel punteggio, quando sarebbe la parità il risultato più giusto. La conferma della buona gara sammarinese arriverà anche dai numeri. Per citare solo i calcio d'angolo, saranno 4-2 per i biancoazzurri. La sensazione è che si possa trovare il pari nella ripresa, che però si apre identica al primo tempo. Buon avvio, ma rete ungherese ancora dopo 7 minuti. Questa volta Máté Honyák finalizza l'ottimo assist del compagno: porta spalancata e palla solo da appoggiare in rete. San Marino sta lì, con il suo ordine, prova quando può, a costruire, ma non riesce a finalizzare. L'Ungheria si dimostra squadra fallosa, 30 a 10 il dato, e nel finale si trova a soffrire. Roberto Neri scappa via in area, si conquista un rigore che Nicolò Angelini si prende la responsabilità di andare a calciare. Trasformazione perfetta e gara riaperta, con arrembaggio finale che non premia San Marino. Peccato. Resta un po' di amaro in bocca, ma resta anche la prova di cuore e carattere e un gol che chissà alla fine non faccia la differenza.

Dall'inviato
Elia Gorini

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