La prima volta che San Marino incontrò le Isole Faroe su un campo da calcio, nel lontano 25 magio 1995, i titani erano avanti nel ranking Fifa: posizione numero 134, contro il 137° posto. Trentuno anni dopo, è cambiato il mondo per il Paese nord europeo, capace di toccare vette allora quasi impensabili per un arcipelago che oggi conta poco meno di 55.000 abitanti e che non ha certo nel calcio la propria attività principale.
In questi tre decenni, le Faroe hanno raggiunto per due volte il 74° posto del ranking, con picchi nel 2015 e 2016, e ora, pur ridiscesi di diverse posizioni, sono al culmine del ciclo più vincente della propria storia calcistica, con cinque successi nelle ultime sette gare e un risultato storico sfiorato contro la Croazia, due volte sul podio del Mondiale nelle ultime due edizioni.
Questi sono i presupposti a cui andrà incontro San Marino nella prima gare del proprio 2026, anno in cui i titani cercheranno d'invertire il trend negativo cominciato subito dopo aver toccato a propria volta l'apice, l'11 novembre 2024, con la vittoria della Lega D di Nations League. Da lì in poi, San Marino insegue ancora un nuovo risultato positivo che le è sfuggito nelle ultime 11 gare e che proverà a cogliere in queste due amichevoli casalinghe, tra Faroe e Andorra.
"Il nostro obiettivo quando entriamo in campo è quello di fare risultato, quindi affrontiamo questa prima amichevole dell'anno con tanta voglia di giocarla e di riuscire a trovare un buon risultato - commenta il centrocampista Alessandro Golinucci -. Le Faroe sono una squadra che nelle ultime partite ha vinto contro la Cechia, il Kazakhstan e non solo, il che vuol dire che hanno una buona struttura. Vengono dai risultati positivi e forse non c'è una migliore amichevole da affrontare perché così mettiamo alla prova le nostre capacità e la nostra voglia di giocare. Il gruppo sta lavorando molto bene, come ci dice sempre il mister andiamo forte, ci alleniamo bene e quindi quando andiamo in campo poi siamo più sicuri di quello che facciamo. Spero che questa sia la nostra arma vincente".