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Tre Fiori bello e compatto in Europa, ma sfortunato

Con la sconfitta contro il Riga in Europa League si è chiusa l'avventura europea del Tre Fiori, partita ad inizio agosto con il mini-girone preliminare di Champions League a Nyon. Due partite condizionate anche dagli episodi.

di Alessandro Ciacci
20 set 2020

Della serie: “gli episodi fanno la differenza”. Il Tre Fiori formato Europa non ha assolutamente sfigurato in questa estate, partita con la Champions e chiusa con l'Europa League. Ad agosto i gialloblu, da campioni in carica per la stagione interrotta a causa del Covid, si sono ritrovati a Nyon, a casa UEFA, per il mini-girone preliminare della Coppa dalle Grandi Orecchie. 70 minuti ad alto livello per i ragazzi di Matteo Cecchetti contro i nordirlandesi del Linfield con più di qualche occasione per passare in vantaggio, quella di Gjurchinoski su tutti. Poi, nella ripresa, il famigerato episodio: fallo non fischiato in uscita e la staffilata di Hèry che non ha lasciato scampo ad Aldo Simoncini. Poco dopo, il grave errore dell'estremo difensore sammarinese – autore comunque di buone prestazioni al di là di tutto – che ha sbattuto la porta in faccia a Lunardini e compagni con il definitivo 2-0 firmato Manzinga.

Tre Fiori “declassato” in Europa League con il sorteggio del secondo turno preliminare che dice Lettonia. Il Riga FC è un avversario tecnicamente superiore, giocatori affermati ed esperienza nonostante la recente fondazione. Cecchetti, però, è sempre bravo a leggere bene le partite e a prepararle nel migliore dei modi. Il 3-5-2 di Nyon viene riconfermato anche nella capitale lettone, a testimonianza di una squadra che non parte solo per difendersi e, come si dice in questi casi, “piazzare il pullman davanti alla porta” ma cercare di essere propositivi anche in attacco. Oltre alla forza del Riga poi, ci si è messo pure il forte vento e la rottura di un faro che hanno costretto il Tre Fiori a recuperare tutto la mattina successiva. Energie che scarseggiano ma non il cuore e la forza di volontà. Anche qui, i classici episodi: punizione di Pedrinho per l'1-0 che reggerà fino al novantesimo e il possibile rigore non fischiato a Gjurchinoski 180 secondi dopo il vantaggio dei padroni di casa.

L'avventura del Tre Fiori si chiude con nessun gol fatto e 3 subiti ma la realtà – leggendo le due partite - è un altra: il livello si sta assottigliando sempre più, risultato e qualificazione devono essere obiettivi e non solo sogni da raggiungere sporadicamente.