Per San Marino, la ricerca dei primi punti e gol di queste qualificazioni all'Europeo U21 passa dal Kosovo. I balcanici sono, almeno teoricamente, ancora in corsa per gli spareggi, con la Finlandia a +8 e tre partite da giocare, e vengono a Serravalle per dare seguito al 7-0 dell'andata. Una delle due vittorie in un girone che, complici anche due pari, li ha visti fare almeno un punto con tutte, esclusa la capolista Spagna.
"Il Kosovo è una squadra che abbina fisicità e tecnica - commenta il CT Matteo Cecchetti - all'andata ha fatto una gran bella partita. Sono sicuramente una squadra forte, ma noi a Pristina non abbiamo fatto una delle nostre migliori prestazioni. Quindi abbiamo tanto da migliorare, più che altro per seguire i miglioramenti che abbiamo portato in campo, sia contro la Finlandia che contro la Romania, nelle prime due gare del girone di ritorno, chiamiamolo così. Difenderemo in maniera diversa rispetto all'andata, cercheremo di essere un pochettino più aggressivi, di essere un pochettino più alti nell'aggressione, per poi riuscire ad andare in ripartenza a prenderli, cercare più che altro di limitare la loro vivacità, l'intraprendenza che hanno nella fase di finalizzazione, nella fase terminale del campo, cercare di prendere e recuperare il pallone prima".
Nei 23, l'unica assenza importante quella del portiere Casadei, titolare in Serie D con l'Atletico Ascoli e infortunatosi nell'ultima partita pre sosta. A coprire il ruolo c'è comunque Amici, in “prestito” dalla maggiore insieme al centrocampista Valli Casadei e all'attaccante Sensoli. L'altra novità riguarda il CT Matteo Cecchetti, fresco di conseguimento del patentino Uefa Pro dopo aver condiviso il corso di Coverciano con compagni del calibro di Ribery, Handanovic e Diamanti. "Senza ombra di dubbio le lezioni sia di psicologia che quelle di comunicazione con Viganò sono state veramente tanto interessanti - spiega Cecchetti - mi hanno insegnato molto. Per quanto riguarda i miei compagni, tutte e 20 sono state persone veramente straordinarie. Le amicizie, i rapporti che si sono creati saranno una ricchezza per me, ma soprattutto mi hanno insegnato, come ho sempre pensato, che per diventare grandi campioni bisogna essere grandi uomini e loro me l'hanno dimostrato per tutto un anno".