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FSGC: oltre 300 i test sierologici effettuati allo Stadium

22 lug 2020
FSGC: oltre 300 i test sierologici effettuati allo Stadium

Pur nel rigoroso rispetto delle indicazioni delle autorità politiche e sanitarie, il calcio a San Marino è ripartito già da qualche tempo. In parallelo, la FSGC ha tenuto ad avviare fin da subito un fitto programma di screening sierologico per avere la certezza che gli atleti e le atlete – senza dimenticare i membri dei vari staff - potessero riprendere le rispettive attività nelle condizioni di più totale sicurezza sanitaria. Dall’inizio dei lavori ad oggi sono state oltre trecento le persone testate dalla squadra medica federale nell’ambulatorio situato al San Marino Stadium. Mossa anche dalla volontà di alleggerire il carico di lavoro dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, la Federazione Sammarinese Giuoco Calcio ha passato in rassegna, da un punto di vista medico, non soltanto i giocatori afferenti all’attività internazionale, ma anche tutti coloro che con ruoli diversi stanno animando il Centro Estivo Biancoazzurro, le ragazze della San Marino Academy femminile e tutte quelle figure che con esse si trovano a condividere l’attività di campo e di spogliatoio. Nel tempo, si sono sottoposti al test giocatori e staff della Nazionale maggiore, della Nazionale Under 21, della Nazionale maggiore di futsal, della Nazionale Under 19 di futsal e, ultimi in ordine di tempo, i quattro club in predicato di affrontare le competizioni europee. Il lavoro non terminerà qui, perché la Federazione si riserva di effettuare test sierologici anche a tutti gli altri club che praticano calcio sul territorio, utilizzando, come è ovvio, tempistiche coerenti con la ripresa dell’attività interna. Un tour de force estivo, questo, a cui la FSGC, ed un particolare il suo staff medico, ha voluto sottoporsi senza risparmio di forze e risorse, per assicurare maggiori condizioni di sicurezza sanitaria non soltanto a coloro che prendono e prenderanno parte alle competizioni sportive, ma di riflesso anche al resto della cittadinanza, nella convinzione che occorra continuare a tenere alta la guardia nei confronti di una minaccia, quella del Covid-19, oggi meno forte ma purtroppo ancora presente.