La Commissione Nazionale dello Sport ha rappresentato un’occasione per intervenire, come Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, sulla scelta del Collegio docenti della Scuola Media di non far partecipare quest’anno a Sport in Fiera gli studenti delle classi seconde e terze. È una decisione che accolgo con dispiacere e amarezza. Abbiamo cercato fino all’ultimo un confronto, nella speranza di individuare una soluzione che consentisse a tutti i ragazzi di partecipare. Non voglio giudicare le motivazioni che hanno portato a questa scelta. Rispetto pienamente l’autonomia della scuola, il suo ruolo e il lavoro degli insegnanti. Ritengo però altrettanto necessario esprimere la posizione del Comitato Olimpico sul tema, con serietà, serenità e trasparenza. Lasciare fuori da Sport in Fiera circa 600 ragazzi rappresenta, a mio avviso, una sconfitta per l’intero sistema: per il movimento sportivo, per la scuola e per le istituzioni. Ma soprattutto per quei ragazzi che quest’anno non potranno vivere un’esperienza pensata proprio per loro. Perché Sport in Fiera non è soltanto una manifestazione e neppure una giornata di svago sottratta alle lezioni. Sport in Fiera è scuola. È educazione, formazione, socialità. È conoscere nuove discipline, confrontarsi con gli altri, rispettare le regole, imparare il valore dell’impegno, della vittoria e della sconfitta. È anche un modo per avvicinare i giovani a uno stile di vita sano allontanandoli dalla sedentarietà e dall’isolamento degli schermi, per riportarli alla socialità, alle relazioni e alla condivisione. Ed è proprio su questo che credo occorra interrogarci. Se nel 2026 lo sport viene ancora percepito come tempo sottratto allo studio, allora abbiamo un problema e stiamo facendo un passo indietro. Da anni, come sistema Paese, stiamo cercando di costruire esattamente il contrario. Istituzioni, scuola, movimento sportivo, mondo della salute e della sanità lavorano affinché educazione, sport, prevenzione e benessere siano sempre più integrati. Anche attraverso progetti e strumenti normativi stiamo cercando di creare le condizioni perché questi mondi dialoghino tra loro. Lo sport è parte fondamentale dell’educazione, per i valori che trasmette. Per questo penso con amarezza al giorno di Sport in Fiera. Gli alunni delle prime medie usciranno per partecipare alla manifestazione. Quelli di seconda e terza resteranno a scuola. Mi immagino qualcuno di loro guardare i propri compagni andare e chiedersi semplicemente: “Perché noi no?” Una domanda molto semplice, alla quale temo, però, non sarà altrettanto semplice dare una risposta convincente. Non è una questione di stabilire chi abbia ragione o torto. Quando scuola, sport e istituzioni non riescono a trovare un punto d’incontro nell’interesse dei giovani, la sconfitta appartiene a tutti. E a subirne le conseguenze sono proprio quei giovani che nelle decisioni degli adulti non hanno voce. Mi auguro che questa vicenda possa almeno diventare un’occasione di riflessione e che, per il futuro, si possa tornare a programmare e dialogare insieme. Scuola e sport non devono essere realtà contrapposte, ma alleate nella crescita delle nuove generazioni. San Marino è un piccolo Stato e proprio per questo dovrebbe avere una capacità ancora maggiore di dialogare, sperimentare, innovare e soprattutto pensare in grande. Le nostre dimensioni possono essere un vantaggio, perché ci permettono di costruire modelli nuovi, moderni e persino anticipare i tempi. Ed è forse questo che mi amareggia maggiormente: in questa occasione abbiamo perso tutti una grande opportunità. Perché un’opportunità offerta a un ragazzo non è tempo “rubato” alla scuola. È educazione, salute, crescita personale e investimento sul suo futuro. In definitiva, è cultura.
C.s. - Christian Forcellini, Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese