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25 anni senza Enzo Ferrari

14 ago 2013
25 anni senza Enzo Ferrari.25 anni senza Enzo Ferrari
25 anni senza Enzo Ferrari - 25 anni fa ha lasciato oneri e onori di questo mondo, è bello pensare a bordo di una sua macchina gr...
Il genio sta nel controsenso. Chi vuoi che si metta a costruire auto di lusso in un dopoguerra in cui la strada, la mission si direbbe oggi, è motorizzare un paese povero e bisognoso di uscire dal buco? Il genio è parente della follia e lo separa il nasone su cui poggiano gli occhialone scuri e spessi di Enzo Ferrari. Che 25 anni fa ha lasciato oneri e onori di questo mondo, è bello pensare a bordo di una sua macchina granturismo. Se ne è andato lasciando l'ultima magia. Una lista di invitati al suo addio. Prerogativa e capolavoro in grado di far litigare nel suo nome anche quando la storia stava diventando leggenda. Ha unito l'Italia nel tifo per la Rossa, l'ha divisa tra chi è stato ammesso a corte e chi costretto a schiacchiarsi il muso sui cancelli. Non era facile, il drake. Che spesso preferiva la solitudine agli amici, odiava aerei, ascensori e hotel. Dovunque andasse, Ferrari voleva tornare a casa e dormire nel suo letto. Ha amato tre piloti su tutti. Ascari, Nuvolari e Villeneuve. L'ingegnere è imprenditore. L'accordo con la Fiat, i primi titoli, gli anni difficili. La voglia di guardare avanti dietro gli occhiali che alimentavano leggenda e mistero. La sua celebre frase “il secondo è il primo degli ultimi” lo mette in pista dall'altra parte di De Coubertin. Chi lo ha incontrato di persona lo ha amato, odiato. Ma tutti lo hanno subito. Se ne è andato 25 anni fa un uomo che ancora oggi fa sentire tutti un po' più piccoli.

Roberto Chiesa