Dakar: Alex Zanotti squalificato

Ore ed ore di allenamento, sacrifici durati un anno, spremuto fino all'ultima goccia di sudore in riva al Marecchia sognando le dune dell'Argentina, le montagne boliviane, il deserto di Atacama – in Cile. Tutto in fumo: la Dakar di Alex Zanotti non dura nemmeno quattro tappe. Memori dei problemi degli anni passati, team e pilota avevano preparato questo raid nel migliore dei modi: avviate soluzioni al serbatoio, aumentata in potenza e dotata di maggiore agilità, la moto prodotta da TM Racing era di grande affidabilità, dimostrando anche una competitività interessante che ha permesso ad Alex di ben figurare nelle prime uscite in Sud America, in costante miglioramento. Ma la sfortuna nera – quella no – non si può preventivare su un progetto tecnico a firma d'ingegnere, non si può ovviare con una notte in officina. Ieri la foratura dello pneumatico posteriore, la ricerca affannosa di un sostitutivo, poi andato in frantumi nel trasferimento verso la terza speciale di questa Dakar. Allertata l'assistenza, ancora al bivacco di San Rafael: una nuova ruota consegnata a Giampaolo Bedin. Uno sforzo divenuto inutile, però. Tra tempo di trasporto e di montaggio, Alex Zanotti si è presentato alla partenza della speciale fuori tempo massimo: il raid del sammarinese termina così, stoppato dai commissari in violazione dell'articolo 31 P del regolamento, che impone ai piloti il divieto di scattare mezz'ora dopo la partenza dell'ultima quattro ruote – auto o quad che sia. Squalifica immediata: i tanti sacrifici di Alex, i sogni cullati, si sono frantumati sgambettati dalla sorte. Come quello pneumatico maledetto.

LP

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