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Un sammarinese in MotoGP: è l'ingegnere Marco Barbiani, tra Honda e super piloti

Marco Barbiani, ingegnere sammarinese del team Honda HRC Castrol in MotoGP, è specializzato nell’analisi dati e nello sviluppo delle prestazioni delle moto: da oltre dieci anni lavora ai massimi livelli del Motomondiale

di Alessandro Ciacci
13 giu 2026

C'è anche un sammarinese in MotoGP. Si tratta dell'ingegnere Marco Barbiani che ormai da diversi anni fa parte del team Honda HRC: “Io sono un telemetrista e performance, cioè mi occupo di analisi dati per il team Honda HRC Castrol. Considerando che su una moto registriamo più di 1500 sensori, abbiamo una serie di analisi da fare post-run e analizziamo dalle performance all'affidabilità delle moto per i quattro piloti Honda. Sono diversi ingegneri, ognuno nel proprio settore. Io mi occupo principalmente di affidabilità, gestione performance frame e parte aerodinamica

Da dove nasce questa passione per il tuo lavoro e per le moto? “Nasce sicuramente da una passione trasmessa in famiglia. Mio padre era meccanico e mio zio, Bruno Ciacci, correva nel motocross. Quindi è una passione che è diventata un lavoro, va a pennello”

Tra l'altro ti ritrovi in uno dei team storici e più prestigiosi del motomondiale, ovvero la Honda. Sta vivendo qualche anno difficile ma c'è la volontà di tornare a competere con Aprilia e Ducati che in questo momento sembrano un po' più avanti? “Certo, come casa è fenomenale. Sono arrivato in Honda nel 2015 con il team di Lucio Cecchinello. Sono passato nel team ufficiale nel 2019, dal momento magico di Marquez. Adesso abbiamo avuto un po' di discesa, però ci crediamo e stiamo vivendo parte del risorgimento. Dall'anno prossimo c'è l'850, c'è tanto sviluppo da fare, quindi è molto interessante. Allo stesso tempo è molto impegnativo per esprimere al massimo tutte le nostre potenzialità”

Di tutti questi anni, per il momento, qual è il ricordo più bello che ti porti dentro? “Sicuramente nel 2020 è stato un anno molto difficile per il Covid ma avevo come pilota da gestire Alex Marquez. Veniva dalla situazione critica con il fratello dopo le prime gare a Jerez e l'infortunio di Marc. Lui era un rookie, quindi tanta pressione addosso, però ha potuto svilupparsi e siamo riusciti a fare due podi in quell'anno. Quindi è stata una bella soddisfazione, a parte la fortuna di lavorare con tanti piloti con esperienza. E' sempre difficile dare quel qualcosina in più a un pilota che fa il rider per lavoro”

Qual è il pilota che più ti porti nel cuore? “Io ho un ricordo stupendo con Jorge Lorenzo, una capacità esagerata di gestire la moto. Peccato che l'ho vissuto nel finale della sua esperienza sportiva, però tantissime capacità e skill che solo lui riusciva ad applicare sulla moto. E ovviamente l'esperienza in parallelo perché ero nel team a fianco con Marc Marquez”.






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