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L'Italia domina a Taranto: tutti i numeri (da record) dell'edizione numero 20 dei Giochi

Si chiude un'edizione da record per i Giochi del Mediterraneo: l'Italia vince il medagliere conquistando 224 metalli e frantumando il precedente record che resisteva dal '97. San Marino, con le sue 4 medaglie, chiude al 17° posto finale.

di Alessandro Ciacci
4 set 2026

La Città dei due mari chiude i battenti, saluta le delegazioni e i tifosi in quella che è stata una vera e propria edizione da record. La ventesima volta dei Giochi del Mediterraneo è stato uno spettacolo durato due settimane, e Taranto ne è stato lo splendido e affascinante teatro. Ci sono i numeri a confermare la grandezza dell'evento: oltre 18000 le persone coinvolte nell'organizzazione dei giochi, con la presenza di 3000 volontari che hanno reso possibile la riuscita. Emessi più di 172000 biglietti per appassionati e non e quasi 22 milioni di visualizzazioni sui social.

Passando ai campi di gara, sono state 1853 le medaglie assegnate. E per i padroni di casa è stato un successo assoluto: la delegazione italiana lascia Taranto con 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi. Un totale di 224 metalli: frantumato il precedente primato che risaliva a Bari '97 quando le medaglie furono 193. Tra le giornate da ricordare in casa azzurra proprio il 2 settembre – quando venne abbattuto il muro delle 200 medaglie – e lo scorso 24 agosto quando, con la storica tripletta nel ciclismo femminile, l'Italia conquistò la medaglia numero 2500 nella storia dei Giochi. E' la sesta volta consecutiva che il Bel Paese vince il medagliere, la quindicesima su venti edizioni totali. Confermata la supremazia sportiva nel Mare Nostrum, dunque. Ma, tra i 25 paesi andati a podio, ci sono altre belle storie: la Turchia - seconda con 111 metalli - sfonda quota 1000, la Grecia – in una sola giornata – vince 6 ori in 6 gare nel canottaggio e Andorra conquista la sua prima medaglia nella storia dei Giochi.

Dulcis in fundo, una nuova spedizione da ricordare per San Marino: le bocce e il tiro a volo regalano alla delegazione biancazzurra 4 medaglie - 2 ori e 2 bronzi – e il 17° posto finale nel medagliere mettendosi alle spalle nazioni decisamente più grandi come Bosnia, Macedonia del Nord, Libano e Libia. Una dimostrazione in più di come il Titano – ora più che mai – sia rispettato e “temuto”.





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