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La mia Maratona al tempo del Covid19

Il racconto di Elena Cupi che in tempo di pandemia si è inventata e ha fatto una maratona tutta sua

28 mar 2021

Quando in tempo di pandemia ogni manifestazione sportiva viene cancellata. Quando non puoi allenarti se non sei un atleta professionista o di interesse nazionale. Quando la voglia di sport supera ogni cosa, ecco che c'è chi, come Elena Cupi,  decide di inventarsi e fare una maratona tutta sua: “non c'è la Rimini Marathon e io cambio percorso faccio la San Marino-Sant'Arcangelo Marathon in solitaria”. Dal suo racconto, sembra si sia detta proprio cosi Elena. La chiama maratona virtuale, ma di virtuale ha ben poco, lei corre veramente, suda sul serio, non come alcuni noi che, sono in smart working scrivono di sport, ma lo fanno da seduti. Una bella idea che ci è sembrato giusto condividere e... chissà che in futuro, quando torneremo alla vita di sempre, qualcuno non decida di istituirla veramente questa maratona.


Il racconto Elena Cupi:

Per il secondo anno consecutivo c’è stato uno stillicidio di cancellazioni di Maratone e gare in genere. E anche la Maratona di casa, la Rimini Marathon, ha subito lo stesso destino. Oggi, infatti, ci si sarebbe dovuti trovare tutti assieme sulla linea di partenza, tutti emozionati e sorridenti per correre i 42,195 km più conosciuti di Romagna. Ma tant’è. C’è un virus forte e “tignoso” come noi romagnoli che ha deciso che no, “questa maratona non s’ha da fare”! E non poter correre ad una gara ufficiale porta con sè anche demotivazioni, poca voglia di allenarsi e difficoltà a trovare obiettivi motivanti. Ed è per questo che anche in questo “mini lockdown”, come nello scorso, si decide di creare un gioco, una sfida a suon di km che crea squadre che competono virtualmente. E io, competitiva e con la voglia di correre, entro in una squadra “ I BELLISSIMI” e inizio a correre, registrare allenamenti sul GPS e a sfidare me stessa ancora una volta. Ho corso vestita di rosa il giorno della festa della donna, ho corso 30 km andando a trovare “il babbo”, corro all’alba e con la pioggia... Oggi, quindi, era inevitabile che decidessi di correre la “mia” Maratona. Il gioco, oggi, prevedeva un bonus per chi avesse deciso di correrla. I bonus fanno aumentare i punti alla squadra quindi... perché no? Così, con un po’ di titubanza, non tanto per i km quanto per mancanza di tifo lungo il percorso, mancanza di ristori, mancanza di quella emozione di pancia quando in lontananza si vede il gonfiabile dell’arrivo, sono partita.




Ore 8:30 Piazza della Libertà: si parte! Non a caso deciso di partire da lì: quella piazza simboleggia la libertà di correre, di poterlo fare anche in questo periodo difficile, ma anche la forza della determinazione che bisogna saper trovare sempre e in ogni situazione. Accendo il mio device e inizio, un piede avanti all’altro, un km dopo l’altro senza pensare troppo a quello che accadrà durante il percorso. Non è così scontato arrivare in fondo a questa sfida ma sarà quel che sarà. Bisogna solo che io corra. Un passo davanti all’altro! Arrivo a Sant’Arcangelo che segna il giro di boa della mia sfida. Inaspettatamente c’è chi mi pensa e mi prepara il ristoro take away per darmi la giusta carica per affrontare gli ultimi 20 km. Grazie Nati! Dissetata e rifocillata sono pronta e carica e parto per il ritorno: so che ogni km fatto è uno in meno che mi separa dalla mia “personale” vittoria. Arrivo a Gualdicciolo, casa, mancano poche manciate di metri per mettere la spunta anche a questa impresa. Da lontano vedo lo striscione a lettere cubitali con la scritta “ARRIVO”. So che non c’è una medaglia ad aspettarmi ma quelle scritte multicolore valgono molto di più. Sono arrivata! A dispetto di tutto! 42.195km. La mia Rimini Marathon in solitaria. Ci sono riuscita anche questa volta! E tutto questo assieme alla mia amica ESA ❤️ supporto indispensabile...



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