GIUDIZIARIA

Casi Titoli: parla l'economista Carlo Cottarelli

Casi Titoli: parla l'economista Carlo Cottarelli.

In tribunale è il giorno della testimonianza di Carlo Cottarelli, noto economista e già direttore esecutivo del Fondo Monetario per la circoscrizione di cui fa parte anche San Marino. Cottarelli è stato chiamato a deporre in tribunale nell’ambito del cosiddetto “Caso Titoli” composto da tre filoni d’accusa: quello relativo ai titoli Demeter, al commissariamento di Asset Banca e al prestito Leighton Holding.

Ed è proprio su questo che Cottarelli è stato ascoltato, spiegando in sostanza di non conoscere le dinamiche contestate nel processo, se non tramite ciò che ha letto. Il teste ha ripercorso i rapporti con Lorenzo Savorelli, ex direttore di Banca Centrale. I due si conoscevano già quando Savorelli lavorava in Banca Mondiale a Washington e tra loro, ha spiegato, c’è un rapporto cordiale. Il Fondo, ha aggiunto l’economista, apprezzava il fatto che ci fosse qualche personalità internazionale a San Marino. In quanto esponente FMI, Cottarelli partecipava alle missioni sul Titano. Conosceva anche Francesco Confuorti, presidente di Advantage Financial, ma seppe che era coinvolto con il Titano solo leggendo le relative notizie. Rapporto di conoscenza anche con l’ex segretario alle Finanze, Simone Celli, che, ha rimarcato l’economista, guidava il dicastero con cui il Fondo si interfaccia.

Al centro anche approfondimenti su delle irregolarità contestate nella gestione del credito all’interno di Banca Cis, con le testimonianze di persone che hanno lavorato nell’istituto. Sentito anche Nicola Veronesi, ex direttore dell’Agenzia di Informazione Finanziaria. Tra gli altri riferimenti, quello al periodo dell’avvicinamento di Ali Turki a San Marino per l’interessamento a Banca CIS e relativi approfondimenti Aif. I 30 milioni di Turki verso San Marino, ha spiegato Veronesi, provenivano da un istituto svizzero. C'era la percezione, ha aggiunto, che ci fosse un atteggiamento di favore verso il Cis a livello di ex Governance di Banca Centrale.

Altra testimonianza attesa quella dell’ex segretario alle Finanze, Gian Carlo Capicchioni, in merito alla nomina di Wafik Grais alla presidenza di Banca Centrale. Attraverso le domande dei legali di alcune delle parti è stata ricostruita la procedura di selezione di Grais: dalla cinquantina di candidature alla scrematura finale , fino all’incarico. Sottolineato, da una parte degli avvocati, il fatto che Grais non parlasse fluentemente l’italiano nonostante fosse requisito essenziale. Rispondendo a una domanda sulle possibili “anomalie”, Capicchioni ha citato il fatto che due dei candidati si fossero dimessi, tirandosi quindi indietro. In merito a Confuorti, “non lo conosco”, ha rimarcato Capicchioni.

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