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Appalti pubblici affidati a San Marino: la cifra è di circa 178 milioni di euro

1 mar 2011
Appalti pubblici affidati a San Marino: la cifra è di circa 178 milioni di euro
Appalti pubblici affidati a San Marino: la cifra è di circa 178 milioni di euro
Ammonta a poco meno di 178 milioni di euro, nel periodo 2007-2011, la cifra complessiva degli appalti pubblici affidati dall’Italia ad aziende con sede nella Repubblica di San Marino: 177 milioni, 645mila e 768 euro, per la precisione. Un fatturato complessivo che si riferisce in larga misura a servizi o forniture e che si riassume in un numero piuttosto limitato di contratti siglati: 23, in totale. Dati che dimostrano come, in realtà, sia piuttosto contenuto il numero di aziende sammarinesi che dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni varate dal ministro Tremonti. Nello stesso periodo la Svizzera si è aggiudicata 60 appalti, che hanno generato contratti pari a circa 60 milioni di euro. A scorrere la lista delle gare pubbliche si scopre anche che l’Italia non si è limitata a stringere contratti con aziende dei paesi confinanti, spingendosi anche ad Andorra, Hong Kong, l’isola di Man, Malta, Singapore e gli Emirati Arabi. Andorra, con un’unica gara, si è aggiudicata forniture per quasi 20 milioni di euro. Il decreto, pubblicato il 25 febbraio sulla Gazzetta Ufficiale, prevede l’inoltro di una nutrita documentazione integrativa, comprensiva delle varie generalità, oggetto sociale e bilanci contabili. Informazioni che le aziende con sede in paesi considerati a rischio di infiltrazioni dovranno svelare se vorranno concorrere per aggiudicazioni di appalti in Italia. L’autorizzazione sarà annuale e l’eventuale diniego non impedisce di presentare una nuova richiesta. Sono escluse da questa autorizzazione le controllate, vale a dire quelle imprese con sede in Italia ma partecipate al 100 per cento da soggetti sammarinesi. Una precisazione che restringe ancora di più il cerchio, considerato che molte aziende del Titano hanno una sede anche in territorio italiano. Tremonti, comunque, si riserva anche eventuali controlli ‘a campione’.

Sergio Barducci