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Euro e difficoltà aziende

10 gen 2004
Euro e difficoltà aziende
Sistema imprenditoriale europeo chiamato a fare i conti con la moneta forte: euro a 1,28 sul dollaro; è il nuovo record; un apprezzamento del 30%, toccato in meno di un anno, che ha portato ad inaugurare la stagione più difficile per le imprese che dialogano con i mercati dell’area americana. Difficoltà per le aziende europee in genere, a trovarsi spiazzate sono soprattutto quelle italiane, da sempre abituate a fare i conti con una lira debole e che ogni tanto svalutava. Di riflesso a subire un grosso contraccolpo è anche il sistema imprenditoriale sammarinese. “Gli effetti di un euro così forte sono già evidenti – spiega Giancarlo Capicchioni dell’Anis – per quelle aziende che dirigono il proprio prodotto non solo verso l’America, ma anche a tutti i paesi che usano il dollaro, come il Medio Oriente”. Chiari effetti sulla reddittività, significativo il deprezzamento e per le imprese - spiega Capicchioni – solo due le alternative: “Vendere la merce sottocosto per tenere le quote di mercato guadagnato oppure aumentare i prezzi, lasciando però il passo alla concorrenza”. Perdita di competitività, è questo che maggiormente si teme proprio per il sistema sammarinese. E davanti alla peggiore delle ipotesi – vale a dire – lo stop all’export e la chiusura ai mercati targati dollaro, le imprese adottano nuove strategie commerciali: accanto alla ridefinizione del prezzo, sta anche l’innovazione e il saper piazzare nuove tipologie di prodotto. E’ il segretario dell’Anis Carlo Giorgi ad indicare altre vie possibili, mentre dà un valore alle quote di esportazione destinate all’America: una fetta importante, che occupa il 10-15% su un fatturato complessivo di 30mila miliardi”. Se tutti invocano la svalutazione e il contenimento, la speranza è che gli analisti questa volta non si sbaglino, e che l’atteso euro assestato verso il basso, arrivi nel giro di un semestre.