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Giampiero Fiorani voleva rilevare la Banca del Titano

13 nov 2007
Giampiero Fiorani voleva rilevare la Banca del Titano
Giampiero Fiorani voleva rilevare la Banca del Titano
Sulla Banca del Titano aveva posato gli occhi Giampiero Fiorani, l’ex amministratore delegato della Popolare Italiana, arrestato nell’inchiesta per la scalata Antonveneta, che, per riuscire nel suo intento, chiese aiuto all’amico Lele Mora, il manager dei vip, già al centro dell'inchiesta scandalo su Vallettopoli. I fatti risalgono al 2006, prima cioè della decisione di commissariare la banca a causa delle irregolarità rilevate dall’ispettorato della Banca Centrale. Fu proprio questo il fatto che impedì il perfezionamento dell’operazione e fece dirottare l’interesse di Fiorani a Lugano, sulla Bpl Suisse, così sostengono le Fiamme Gialle. Dalla Segreteria di Stato alle Finanze confermano l’interessamento della cordata di imprenditori, avvenuta nella prima fase di amministrazione controllata ma rilevano che a bocciare la loro proposta fu la stessa Banca Centrale, che la ritenne non idonea, non in linea con i criteri indicati per uscire dalla condizione di sofferenza. Secondo la Guardia di Finanza di Milano, Fiorani aspirava ad amministrare in modo occulto una banca e per questo mise gli occhi sul piccolo istituto sammarinese in difficoltà. Pronta una lista di nomi, imprenditori di primo piano, potenziali soci che non avrebbe però potuto contattare personalmente. Allora chiede aiuto al suo amico Lele Mora incaricandolo di svolgere un ruolo di mediazione, di avvicinare, attraverso la Lm Management, i 10 imprenditori selezionati e di proporre loro l’operazione. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle fra i 10 prescelti c’erano: Enrico Preziosi, l’industriale dei giocattoli e presidente del Genoa, Matteo Zappas, delle acque minerali San Benedetto, Sandro di Troia del gruppo di abbigliamento Andrew’s Ties, Lorenzo Bacchi, considerato il prestanome di Fiorani, poi Jaime Gilinski, azionista di riferimento di una banca sudamericana, Gabriele Volpi e altri. Nessuno di loro però sapeva di essere stato indicato da Giampiero Fiorani, così come Lele Mora non risulta indagato a Milano per i suoi presunti legami finanziari con l’ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana. Perquisizioni sono in atto nella sede della Lm Management e nella villa in Sardegna di Fiorani, come pure nelle 7 società a lui riconducibili, 4 a Lodi e 3 a San Giuliano Milanese, dalle quali sono state sequestrate pile di documenti ora all’esame del nucleo di Polizia valutaria. Altre sette sono le persone indagate.