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Abu Dhabi: si apre la strada per la coesistenza religiosa in Medio Oriente

28 set 2019
La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi
La corrispondenza settimanale di Elisabetta Norzi

A meno di un anno dalla visita negli Emirati Arabi di Papa Francesco, nel cuore di un Medio Oriente ancora martoriato da scontri religiosi ed estremismi, sorgerà la Casa della famiglia abramitica. Ad Abu Dhabi, sull'isola di Saadyat, il prossimo anno cominceranno i lavori per la costruzione non solo di una chiesa e di una moschea, come era già stato anticipato in occasione della visita del Papa, ma anche di una sinagoga. Uno accanto all'altro, i luoghi di culto delle tre religioni monoteiste, che dovrebbero venire inaugurati nel 2022, condivideranno dunque lo stesso spazio, con l'obiettivo di lanciare un messaggio di unità al mondo, promuovere il dialogo, lo scambio, i valori della convivenza pacifica e dell'accettazione tra diverse credenze, nazionalità e culture. Il progetto, a firma dell'architetto David Adjaye, è stato presentato a New York, a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dal neonato Comitato Superiore per la Fratellanza Umana, presieduto da monsignor Guixot, che guida il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, e del quale fanno parte anche il rabbino Bruce Lustig, a capo della più grande e antica sinagoga di Washington, Mohamed Abdel Salam, giudice ed ex consigliere del Grande Imam Al-Tayeb, Mohamed Khalifa Al Mubarak, Presidente dell'Abu Dhabi Culture. La moschea sarà orientata verso la Mecca, l'altare della chiesa punterà verso il sole, ad est, mentre il podio della sinagoga in direzione di Gerusalemme. Ogni edificio avrà un ingresso separato, ma saranno affacciati su di un giardino comune, che ospiterà un museo e un centro per l'educazione religiosa. “La formazione del Comitato per la Fratellanza Umana - ha sottolineato il Giudice Salam - è arrivata in un momento importante e ha richiesto di unire gli sforzi per diffondere la fratellanza e la tolleranza in tutto il mondo". Il Rabbino Lustig ha invece precisato come questa sia un'opportunità unica per tutti coloro che credono nel potere della fede e dell'umanità, in un'era troppo spesso definita dalla differenza. Come ha spiegato il Presidente del Comitato, monsignor Guixot, il progetto della Casa della famiglia di Abramo, figura centrale e comune alle tre religioni, dai cui figli discendono ebrei, cristiani e musulmani, è la risposta concreta al documento sulla fraternità umana, firmato dal Papa e dall'Imam Al Tayeb, lo scorso febbraio ad Abu Dhabi.

La corrispondente,
Elisabetta Norzi