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Medio Oriente: Tsahal annuncia l'accerchiamento di Gaza City

Pare prossima ad un punto di svolta l'operazione di terra israeliana. Secondo le autorità della Striscia sarebbero oltre 9.000 i morti, dall'inizio delle ostilità

2 nov 2023

“Le nostre forze sono nel cuore del nord della Striscia, dentro Gaza City”. Dai toni perentori dell'annuncio del Capo di Stato maggiore israeliano, il segnale di un prossimo redde rationem fra le macerie del centro più popoloso dell'exclave. Ormai tagliata in due sacche, a quanto pare; dopo le prime fasi dell'operazione di terra: risposta dello Stato Ebraico alla mattanza del 7 ottobre. 17, al momento, i caduti confermati di Tsahal; fra i quali un comandante di battaglione.

Del resto era chiaro sin dall'inizio che combattere i gruppi armati palestinesi sul loro territorio avrebbe comportato perdite significative. Non come quelle dei civili, però; pur trattandosi di cifre prive di conferme indipendenti. Le autorità locali hanno riferito oggi di 27 vittime in un attacco vicino ad una scuola delle Nazioni Unite; 15 nel campo profughi di Bureij. Per non parlare delle conseguenze dei raid su Jabalia, che secondo l'Alto Commissario ONU per i diritti umani “potrebbero equivalere a crimini di guerra”. Nel mirino vi erano figure chiave di Hamas, che ha parlato di 195 palestinesi uccisi. A livello internazionale tutto ciò ha un peso, per Israele; che deve al contempo prestare massima attenzione al confine con il Libano – vista l'assertività di Hezbollah -, senza contare la possibile attivazione di un fronte in Cisgiordania.

Tensione altissima; e uno stillicidio di scontri a fuoco. 4 palestinesi, tra cui 2 minorenni, avrebbero perso la vita nelle ultime ore; ucciso anche un riservista israeliano, mentre tornava a casa. Ma resta Gaza l'epicentro della crisi; anche alla luce degli oltre 240 ostaggi da liberare. “Niente ci fermerà”, ha tuonato Netanyahu; che ha rinnovato l'appello ai civili a spostarsi a sud. Non approvato invece il trasferimento di carburante agli ospedali della Striscia. Drammatica la situazione umanitaria; nonostante l'apertura anche oggi del valico di Rafah, per consentire l'uscita di stranieri, persone con doppia nazionalità e feriti. Fuori dall'inferno, fra gli altri, una bimba italiana di 6 anni e la mamma palestinese.





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