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Expo 2020 Dubai: il padiglione dell'Ucraina ricoperto di messaggi contro la guerra

13 mar 2022

Al padiglione dell'Ucraina lo staff non è autorizzato a rilasciare dichiarazioni, mentre i visitatori continuano ad arrivare a migliaia ogni giorno. Sulle pareti non c'è quasi più spazio per i post-it che vengono consegnati all'ingresso, per chi vuole lasciare un messaggio. Preghiere, sostegno al popolo, ma soprattutto parole contro la guerra.   

I visitatori arrivano da tutto il mondo, per esprimere la propria solidarietà, ma anche per cercare di capire di più, come ci racconta un giovanissimo turista russo, che ha deciso di estendere il suo visto e rimanere a Dubai. “Questa guerra non era necessaria, anche se ti sforzi di difendere la prospettiva della propaganda russa, è veramente difficile trovare qualche beneficio. Il popolo russo non può però essere nemmeno d'accordo con i media occidentali, loro ragionano solo come se Putin fosse il diavolo, ma ci sono sempre delle ragioni perché le cose accadono. Il risultato è che il popolo ucraino muore, sotto le bombe, e il popolo russo soffre; l'economia è crollata, l'occidente voleva colpire le elite con le sanzioni, ma sta colpendo il popolo. Il mio messaggio è che prima di farsi una opinione, io stesso non ne ho una forte, bisogna fare ricerche, approfondire, non seguire ciecamente nessuna propaganda, né quella russa, né quella ucraina, né quella occidentale. Ci sono sempre molte prospettive, come in tutti gli eventi, occorre cercare la verità, io stesso la sto cercando”.  

Nato con l'idea di mettere in mostra un Paese proiettato verso l'innovazione ed il futuro, il padiglione è diventato in queste settimane un luogo di conforto per gli ucraini che vivono qui e un canale di informazione diretto su quello che sta accadendo, ha spiegato il direttore del Padiglione, Ivan Sydorenko. Per tutti i dipendenti, una quarantina, ora si tratta di decidere che cosa fare: mancano poche settimane alla fine di Expo e gli Emirati Arabi hanno dato la possibilità ai cittadini ucraini arrivati a Dubai prima del 3 marzo, di rimanere qui con un visto speciale di un anno. Ad oggi Abu Dhabi, che non ha aderito alle sanzioni contro la Russia, ha destinato 5 milioni di dollari in aiuti umanitari all'Ucraina, e la scorsa settimana è partito il primo aereo con 30 tonnellate di forniture mediche di emergenza.    





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