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Guerra in Ucraina: duri scambi di accuse fra Mosca e vertici UE

Intanto battaglie decisive nel Donbass. Si stringe la morsa su Severodonetsk e Lysychansk; ma gli ucraini avanzano ancora nell'Oblast di Kharkiv

13 mag 2022
Guerra in Ucraina: duri scambi di accuse fra Mosca e vertici UE

Mosca sta ritirando i propri soldati dai dintorni di Kharkiv, dove sta perdendo terreno, scrive il New York Times; fotografando in realtà una situazione nota ormai da giorni, ma che sta comunque galvanizzando le truppe di Kiev, ormai in vista del confine. Ma è nel cuore del Donbass – obiettivo politico numero uno del Cremlino – che si stanno combattendo battaglie decisive. E qui l'iniziativa è nelle mani dei russi; che pur a prezzo di gravi perdite stanno stringendo in una morsa i bastioni ucraini di Severodonetsk e Lysychansk, dove rischiano di rimanere intrappolati migliaia di soldati. Minaccia che pare non imminente, invece, per le città di Slovyansk e Kramatorsk, vista l'avanzata molto lenta – delle forze di Mosca – dal fronte di Izium. Altro punto caldo l'Isola dei Serpenti: strategica per il controllo dell'accesso al Mar Nero nordoccidentale. Ciò che sembra emergere dalla nebbia della “infowar” sono i tentativi, fino ad ora falliti, dell'Ucraina, di riconquistarla. Ma la situazione, per la guarnigione russa, resta critica, dopo il venir meno dell'”ombrello” antiaereo dell'incrociatore Moskva. E nelle scorse ore sarebbe stata colpita una nave logistica. Stallo anche sul fronte diplomatico; con nuovi scambi di accuse. In un colloquio telefonico con il Cancelliere tedesco Scholz, Putin ha puntato il dito contro Kiev, sostenendo come stia bloccando i negoziati. Tutto ciò mentre il Presidente del Consiglio europeo, Michel, definisce “vergognosi e inaccettabili” i riferimenti all'uso di armi nucleari. L'Alto Commissario Borrell, da parte sua, ha annunciato un ulteriore contributo all'Ucraina di mezzo miliardo di euro – da parte dell'UE – per l'acquisto di armi pesanti; dicendosi poi convinto del raggiungimento di un accordo sull'embargo al petrolio russo. Dura la replica del Ministro Lavrov, che ha parlato dell'Unione Europea come di un “attore aggressivo e militante”, esprimendo “forti dubbi sul fatto che il desiderio di Kiev di entrare nell'UE sia innocuo”.





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