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Ucraina: caccia polacchi decollati dopo attacco russo sul confine

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov respinge il piano di pace di Kiev. Zelensky torna a chiedere i sistemi di difesa aerea americani Patriot

di Giacomo Barducci
29 mar 2024

È caldissimo il clima nelle aree al confine con la Polonia dopo il pesante attacco russo nella notte contro diverse strutture energetiche ucraine. Varsavia ha intensificato la sorveglianza del suo spazio aereo. Il comando operativo delle forze armate polacche ha fatto decollare i suoi caccia e quelli della Nato, avvertendo la cittadinanza di un'intensa attività notturna dell'aviazione a lungo raggio russa con attacchi missilistici su obiettivi ucraini.

Il primo ministro polacco Donald Tusk afferma che la guerra in Europa è “reale” e siamo nel pieno di un'area “prebellica”. Frammenti dei raid russi precipitati anche in Romania, sempre nelle aree di confine con l'Ucraina. Zelensky torna a chiedere i sistemi di difesa aerea americani Patriot: “L'Ucraina – dice - non è ancora forte come potrebbe essere. Dobbiamo essere in grado di operare sul campo di battaglia. Per farlo, abbiamo bisogno di due cose: i sistemi Patriot che gli Stati Uniti possono fornirci e la parità nell'artiglieria”. Inutili intanto le prove di avvicinamento con Mosca.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov respinge il piano di pace di Kiev, affermando che è inutile chiedere alla Russia di ritirare le sue truppe dalle aree attualmente occupate e aggiunge: "Siamo pronti a discutere, ma non sulla base della formula di pace del presidente Zelensky".






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