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Washington: attesa per l'incontro Biden-Zelensky, dopo la tappa del Presidente ucraino a Capitol Hill

Sui campi di battaglia ucraini l'iniziativa pare ora in mano ai russi. Dopo l'Ungheria anche l'Austria si oppone alla procedura rapida di adesione di Kiev all'Ue

12 dic 2023

Prima un hype mediatico poderoso, poi la disillusione; suonano infine come un epitaffio le parole del Segretario del Consiglio di sicurezza Danilov, riguardo la controffensiva ucraina. “Le speranze non si sono avverate”. Sono i russi, con l'arrivo dell'inverno, a spingere; specie ad Avdiivka - a rischio accerchiamento –, e nel settore di Bakhmut: toponimo simbolo degli orrori della guerra. Rivendicate avanzate anche nella regione di Zaporizhzhia. Nessuna manovra di ampio respiro, però, ma sanguinosi scontri di fanteria; sotto la costante minaccia dei droni. Situazione prossima allo stallo; senonché Mosca è convinta che il tempo giochi a proprio favore. Consapevole del rischio Zelensky; da Washington appelli carichi di pathos: “siamo l'ultima frontiera a est”.

E critiche al Congresso americano, dove nei giorni scorsi si era arenato il disegno di legge della Casa Bianca con uno stanziamento da oltre 60 miliardi di dollari per Kiev; con l'ala repubblicana all'attacco sulle politiche migratorie. Da qui l'importanza, oggi, degli incontri a Capitol Hill, in particolare il faccia a faccia con lo speaker della Camera Mike Johnson: de facto uomo chiave, in questa fase. A seguire il momento culminante, a livello simbolico: il colloquio con Joe Biden. Infragilito da un imminente voto per l'impeachment, e da sondaggi impietosi; resta tuttavia il riferimento principale per Zelensky: reduce da un viaggio in Argentina per la cerimonia di insediamento di Milei.

L'abbraccio ad un personaggio così controverso, pare la fotografia del difficile momento del leader ucraino: alla costante ricerca di alleati per sostenere lo sforzo bellico. Turbolenze anche sul fronte interno, dopo le dure prese di posizione del Sindaco della Capitale Klitschko e le voci di dissidi con un personaggio molto popolare come il generale Zaluzhny. Ad agitare la leadership anche lo scetticismo che da tempo pare serpeggiare nel Vecchio Continente; al netto delle dichiarazioni di oggi del neo-Premier polacco Tusk. Nella settimana del vertice UE – con all'ordine del giorno l'apertura dei negoziati di adesione – la doccia gelata del “noaustriaco alla procedura rapida per l'Ucraina. Che fa il paio con il veto già annunciato dall'Ungheria. Ormai una chimera, insomma, la richiesta unanimità. A completare il quadro in queste ore l'attacco hacker alla principale società ucraina di telecomunicazioni; si è subito parlato di atto di guerra da parte della Russia. Nel mirino anche una delle maggiori banche del Paese.





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