CONSIGLIO GRANDE E GENERALE

CGG: ok dell'Aula anche all'ultimo “tassello” del “Pacchetto Giustizia”

Approvato, in un clima di ritrovata serenità, il PdL che implementa garanzie ed efficienza del processo penale

CGG: ok dell'Aula anche all'ultimo “tassello” del “Pacchetto Giustizia”.

Poteva essere un percorso a ostacoli. E invece, dopo un dibattito lungo – a tratti aspro -, si è in mattinata trovato un appeasement sul punto più contestato del progetto di legge: quello che introduce in Repubblica il terzo grado di giudizio. Pur ritenendo l'innovazione astrattamente apprezzabile, modalità e tempistica avevano indotto infatti le Opposizioni ad evocare il rischio di un “colpo di spugna” su grandi processi quali il “Mazzini”. Più volte consiglieri di Maggioranza avevano contestato l'opportunità di richiamare in sede consiliare casi specifici, anche per evitare indebite ingerenze. Ma non è servito a fugare i dubbi della Minoranza; che ha proposto di condividere un emendamento che prevedesse un blocco dei termini di prescrizione, dopo l'Appello. “Sfida” raccolta; prima da alcuni esponenti delle forze governative, e poi dallo stesso Segretario Ugolini. Disposta allora una sospensione della seduta per concordare un'intesa, firmata – alla fine – da 42 consiglieri, anche dell'Opposizione. Si prevede in sostanza la sospensione della prescrizione fino alla pronuncia del giudice di terza istanza, e l'introduzione di un termine di 30 giorni, per lo svolgimento della relativa udienza di discussione. E questo per garantire tempi rapidi e certi. Non è mancata qualche residua critica e perplessità, da Libera ed RF. Via libera all'unanimità, comunque, alla modifica. Rapido, per il resto, l'esame dell'articolato; approvazione definitiva a maggioranza, in un clima sereno. Provvedimento atteso a lungo, e che risponde ad un'esigenza di modernizzazione del sistema: da qui – tranne il temporaneo “inciampo” della terza istanza – un sostanziale apprezzamento da parte dell'intera Aula. Nel PdL una puntuale regolamentazione dell'applicazione delle misure coercitive, per limitare possibili abusi. E poi l'introduzione del patteggiamento; la possibilità di archiviare un fascicolo per particolare tenuità del fatto, e così via. Si trattava dell'ultimo “tassello” del pacchetto normativo portato in Aula dal Segretario Ugolini; completata, a questo punto, la riforma della Giustizia.

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