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Banche: riorganizzazione del settore al tavolo del confronto

11 apr 2018
confronto al BegniBanche: riorganizzazione del settore al tavolo del confronto
Banche: riorganizzazione del settore al tavolo del confronto - Celli: "posizioni ragionevoli ed equilibrate"; Tamagnini, “senza dati precisi non si può parlare di...
“Un confronto ragionevole ed equilibrato”. Simone Celli commenta così l'incontro di ieri, al Begni, sul settore bancario. Al tavolo sindacati, associazioni consumatori, istituti di credito e Banca Centrale per un incontro interlocutorio, a cui seguirà un approfondimento nelle prossime settimane.

Al centro lo stato di salute del sistema, la sua riorganizzazione e i percorsi per far tornare le banche a produrre utili. Nella sfida della competitività si inseriscono anche i costi di gestione e tematiche legate al personale. “Non si è parlato di rinnovo del contratto bancario” - precisa il Segretario alle Finanze dato che non era quella la sede. Ne discuteranno infatti abs, anis e sindacati. Quello di ieri – precisa – era un tavolo politico. Emerge la volontà di aprire una riflessione di carattere generale, “perché – spiega Celli - entrano in gioco temi su cui il Governo vuole tenere alta l'attenzione, come la salvaguardia dei posti di lavoro, il contenimento degli esuberi, la formazione, i percorsi di riqualificazione e la riconversione professionale”.

Un confronto “ragionevole” per il Segretario alle Finanze ma che non soddisfa i sindacati. Tornano infatti a chiedere a gran voce massima trasparenza soprattutto alla luce di un processo di riorganizzazione in cui rientra la riduzione dei costi di gestione.

“Come al solito si parte dalla fine” – commenta Giuliano Tamagnini. “Prima di parlare di cosa bisogna fare – spiega - occorre sapere il perché. Vale per le aziende produttive, deve valere anche per le banche”. Chiarezza si traduce – per le parti sociali – in informazioni sugli npl di tutti gli istituti, risultati aqr, conoscenza del patrimonio e del piano industriale. “Senza dati precisi non si può parlare di niente, benché meno di tagli”, tuona il Segretario Generale della Csdl che lancia la stoccata: “i guai del settore bancario sammarinese dipendono da tutto fuorché dai dipendenti”. Il contratto del settore è fermo dal 2009. “Quando vogliono aprire il tavolo – aggiunge - noi siamo disponibili”.

MF