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Centrale del Latte: cessione della gestione a privati

17 apr 2007
Centrale del Latte: cessione della gestione a privati
Centrale del Latte: cessione della gestione a privati
“I governi ne parlano da decenni. E’ arrivato il momento di prendere delle decisioni anche perché non si può lasciare una azienda in questo stato continuo di incertezza, impedendole di fare programmazioni e investimenti”. Così il segretario di Stato al Territorio, Marino Riccardi, spiega la decisione del Governo di cedere la gestione della Centrale del Latte a operatori economici privati.
La delibera del Congresso di Stato fissa due punti fermi: l’area su cui sorge lo stabilimento non verrà ceduta ma data in uso per 30 anni e anche lo stabile non sarà messo in vendita. Il privato subentrerà nella gestione della Centrale del Latte garantendo il mantenimento del marchio e la tutela dei prodotti. L’idea è quella di verificare se a San Marino si riscontra l’interesse a rilevare l’azienda. Qualcuno, in passato, aveva ipotizzato una cooperativa formata dagli stessi produttori del latte, oppure una cogestione tra produttori e dipendenti.
Sta di fatto che chiunque fosse interessato ad avviare una trattativa privata per la gestione della Centrale, dovrà comunicarlo entro le 13 del prossimo 18 maggio. L’azienda statale al momento non presenta disavanzi: l’utile degli ultimi anni si è aggirato sui 65mila euro. Nel 2005 invece ha registrato appena 4mila euro perché la produzione di latte è stata molto alta e anche se questa eccede il consumo in territorio la Centrale è comunque costretta ad acquistarlo. I dipendenti sono 16. Oggi ha l’esclusiva di vendita, vale a dire che a San Marino è la centrale del latte ad avere il monopolio e a fissare i prezzi di questo prodotto per qualunque marca. Gli allevamenti sammarinesi produttori di latte sono 6. Lo scorso anno sono stati raccolti oltre un milione e mezzo di litri di latte crudo. La produzione di formaggi è stata di 60mila 290 chilogrammi. Agli acquirenti lo Stato chiede l’impegno di realizzare un nuovo stabilimento o di ristrutturare quello esistente “per garantire la continuità dell’attività aziendale utilizzando il marchio Eurolatte nel rispetto delle norme CEE”.