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Caso Floyd: notte di caos in diverse città americane. Il pentagono invia 1600 truppe a Washington

3 giu 2020
Manifestanti fermati dalla polizia a New York (Ansa)
Manifestanti fermati dalla polizia a New York (Ansa)

Il coprifuoco fortemente voluto dal presidente Trump è stato violato in molte città americane, da Washington a New York, dove migliaia di persone hanno continuato a manifestare anche dopo il tramonto dopo l'uccisione di George Floyd.
Anche la First Lady Melania Trump ha lanciato un appello a seguire le disposizioni. " Tutte le città, le comunità e i cittadini meritano di essere al sicuro - ha twittato - e questo può essere fatto solo se puntiamo insieme a riconciliarci e alla pace". 6 Il Pentagono ha spostato 1.600 truppe nell'area di Washington DC per un eventuale sostegno alle attività delle autorità locali alle prese con le proteste. Donald Trump su twitter ha ricordato David Dorn, il capitano della polizia di St. Louis, "ucciso da spregevoli saccheggiatori la scorsa notte. Onoriamo i nostri agenti di polizia, forse più di prima. Grazie!".

Intanto Roxie Washington, madre della figlia di Floyd ,chiede giustizia. "Voglio giustizia per George" ha affermato in conferenza stampa, "voglio giustizia per George perché era buono". Accompagnata dalla bimba di sei anni, Gianna, Washington dice: "Lo hanno strappato a lei. Alla fine loro tornano a casa dalle loro famiglie. Gianna non ha un padre. George non la vedrà mai crescere, laurearsi e non l'accompagnerà mai all'altare".

Giungono critiche dal mondo cattolico e non solo per la passeggiata fatta fra la Casa Bianca e la chiesa di St. John brandendo la bibbia. La sindaca di Washington Muriel Bowser e il vescovo della chiesa episcopale della capitale Michael Bruce Curry si dicono "scioccati e indignati" per quanto accaduto.