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Approvate le riforme istituzionali: cosa cambia

17 dic 2005
Cambiano le regole che disciplinano l’attivita’ e l’interazione di alcuni dei piu’ importanti organi istituzionali: il Congresso, la Reggenza, il Parlamento ed anche la pubblica amministrazione. In totale 5 le leggi approvate, tutte con maggioranza qualificata. Entreranno in vigore all’inizio della prossima legislatura. In base al principio di incompatibilità, i consilieri che assumeranno l’incarico di Segretario di Stato perderanno il diritto di voto in Consiglio e saranno sostituiti dai primi non eletti nella lista del partito di appartenenza. I segretari di stato saranno individualmente responsabili degli atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni, e potranno quindi essere chiamati a risponderne, non solo collegialmente ma anche personalmente. Viene introdotto anche lo strumento della mozione di sfiducia, che potrà essere presentata nei confronti dell’intero Governo oppure anche per un singolo Segretario di Stato: la mozione dovrà essere sostenuta da almeno 12 consiglieri. Potranno entrare a far parte della compagine governativa anche segretari di stato non eletti come consilieri nelle elezioni politiche, ma non potranno essere piu’ di tre e soprattutto dovranno ottenere il consenso dei due terzi del Consiglio Grande e Generale. La Reggenza continuera’ a coordinare tutte le sedute del Congresso di Stato e a presiedere i lavori del Consiglio Grande e Generale, ma in Parlamento i capi di stato non voteranno piu’ e quindi il quorum per la maggioranza verra’ calcolato su 58 votanti e non su 60. Nel periodo di ordinaria amministrazione, ovvero nella fase pre-elettorale o dopo una crisi di governo, il congresso di stato non potrà compiere acquisti, vendite o permute di beni immobili o mobili, di valore rilevante; non potrà siglare convenzioni urbanistiche o modificare piani particolareggiati; non potrà stipulare consulenze e neppure donazioni. Sancita, inoltre, l’autonomia operativa della pubblica amministrazione: l’esecutivo manterà le funzioni di indirizzo, ma verrà spogliato di competenze e poteri di natura tipicamente amministrativa.