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L'Authority sanitaria non piace ad AP

17 apr 2004
L'Authority sanitaria non piace ad AP
Quel progetto di legge per l’authority sanitaria non piace ad Alleanza Popolare; non così, almeno, come è stato ipotizzato. E’ un salto nel buio, spiega il coordinatore, Roberto Giorgetti, senza sapere dove andare a parare. Un organismo – rincara Mario Venturini – destinato a diventare il padrone della sanità del futuro. Se da un lato è condivisibile la ricerca di una maggiore tutela per gli utenti della sanità, sia di carattere pubblico che privato, quello che non si può accettare, per AP, è che si crei un organismo che abbia troppe funzioni, un ventaglio esagerato di competenze e poteri, svuotando, alla fine, altri organi dell’ISS delle loro funzioni. Insomma quell’authority – dichiara- rischia di diventare una sorta di divinità. Le leggi di controllo e verifica ci sono già – tuona il rappresentante di AP nel consiglio di amministrazione dell’ISS, Libero Barulli – sei testi legislativi e 2 decreti. Il problema vero è che non sono state applicate. Allora – aggiunge – prima di parlare di deregulation, di demandare tutti i compiti ad un unico soggetto, si deve spiegare perché le leggi in vigore sono state disattese. Ma Barulli rincara la dose- Sono 5 anni – afferma – che la direzione sanitaria non presenta la relazione di controllo sulle strutture sanitarie e sui servizi, quando la legge prevede venga fatta annualmente. Allora AP non ci sta. In commissione ha presentato una serie di emendamenti, nell’intento di alleggerire il peso dell’intervento ed apprezza la disponibilità dimostrata dal Segretario di Stato Rossini nell’accoglierli, ma ancora non basta. Non ne condividiamo l’impostazione e il nodo principale delle funzioni attribuite a questa authority il Governo dimostra di non volerlo superare. Negli altri paesi – aggiunge Venturini – un simile organismo è garante della qualità dei servizi a tutela dei cittadini, degli utenti, e questo è assolutamente auspicabile, ma così come lo si è pensato da noi, sommerebbe un coacervo di competenze inaccettabile. Il problema – precisa il coordinatore, Roberto Giorgetti – è che se questo doveva gettare le basi per una riforma della sanità, allora si sarebbe dovuto registrare un diverso approccio: con la presentazione delle linee guida al Consiglio Grande e Generale e la definizione dei passi successivi. Invece – aggiunge Venturini – non si sono chiariti aspetti importanti: l’organico necessario, i costi sostenuti, i rapporti con gli altri organismi esistenti, il controllo del suo stesso operato, la copertura finanziaria. Se non si farà maggiore chiarezza – annuncia AP – il nostro non potrà che essere un voto contrario.