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Berlusconi chiude la campagna elettorale con attacchi a magistrati e stampa

27 mag 2011
E’ con un attacco ai “magistrati di sinistra”, ma anche alla stampa italiana che “tende a delegittimare le Istituzioni soprattutto all’estero” che Silvio Berlusconi chiude la campagna elettorale per i ballottaggi. “La giustizia è una patologia della nostra democrazia”, tuona il presidente del Consiglio al G8 in Normandia. Prima di volare a Napoli per sostenere la difficile corsa di Lettieri verso la poltrona di sindaco, il premier difende la propria denuncia della “dittatura” dei giudici di sinistra non solo a Obama ma anche a tutti i Grandi del mondo. Promette che resterà in politica finchè la Giustizia non sarà riformata. E invita la stampa a vergognarsi di amplificare accuse “infondate” verso di lui. Dall’opposizione, Bersani denuncia che il premier è “in preda a un’ossessione”, aggiungendo che “l’Italia all’estero è in caduta libera”. Per il centrodestra ai ballottaggi la partita è tutta in salita. Secondo un sondaggio, sia a Napoli sia a Milano i candidati di centrosinistra sarebbero in vantaggio di oltre due punti. Nel capoluogo campano finale al veleno della campagna elettorale con denunce, esposti e attentati, mentre a Milano è rissa tra supporter della Moratti e di Pisapia. Insomma, malgrado l’ennesimo appello alla distensione del presidente del Senato Schifani, la tensione resta altissima. Il ballottaggio potrebbe avere ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo. Votando il centrosinistra gli elettori hanno voluto mandare un segnale ai candidati, ma "forse anche al governo", sostiene il leghista Calderoli che rilancia: oltre ai ministeri, il Carroccio vorrebbe al Nord anche la presidenza della Repubblica.

Da Roma Francesco Bongarrà