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Consiglio: riferimento su revoca direttore Bcsm e caos su azioni di responsabilità Carisp

24 set 2018
L'aula
L'aula
Simone Celli non nasconde le preoccupazioni del Congresso per la fase di incertezza e instabilità, dicendosi però sicuro che il Consiglio Direttivo abbia deliberato nell'interesse di Banca Centrale che, pur in assenza del Direttore Generale, assicura l'operatività. Il Governo si aspetta il massimo impegno nell'identificare una nuova figura da sottoporre al gradimento del Consiglio ad ottobre. L'Aula chiede le ragioni della revoca ma per Roberto Giorgetti occorre andare oltre e riflettere su struttura, statuto, funzionamento di Banca Centrale. Da Ps e Psd massima stima al Presidente Tomasetti e la speranza di una maggior condivisione nella nomina del successore di Moretti. La sua revoca - rimarca Alessandro Cardelli - è avvenuta all'unanimità, “quindi dalle stesse persone che lo hanno votato a busta chiusa”. Per Zeppa è necessaria una figura spendibile con l'Italia mentre Enrico Carattoni si augura che la scelta sia in linea con le prerogative di tutto il sistema. Nel contesto si inseriscono le dimissioni di Marco Bodellini da membro del Consiglio Direttivo di Banca Centrale. Nella sua lettera parla di “improvviso rallentamento del processo di adozione di scelte strategiche per dare una credibile dimensione internazionale a San Marino” e denuncia il tentativo di screditare la sua persona attraverso accuse ignobili per delegittimare l’attività da lui svolta in relazione all’intrattenimento dei rapporti con gli organismi internazionali”. Parla anche di “intero sistema sammarinese messo a repentaglio”. Il suo sostituto verrà indicato nella prossima sessione. In apertura di lavori, però, i riflettori sono sul bilancio. Celli rispedisce al mittente “facili ironie” sui 100.000 euro destinati a San Marino Bio e assicura ulteriori risorse nel 2019. Annuncia poi che a gennaio entrerà in vigore la tassa di proprietà dei veicoli. Sull'Azienda dei Servizi, “nessun bilancio in perdita” mentre sul trading energetico, “il Governo sta rinegoziando l'accordo con le autorità italiane”. Sull'abrogazione dei 10 milioni in opere pubbliche, invece, ammette: “non è un segnale positivo” ma – dice - non è solo problema di volontà politica ma di efficienza dell'amministrazione pubblica”. Si smarca però dalla critica che non ci siano investimenti, “sono stati riconfermati gli stanziamenti su capitale umano e assistenza socio sanitaria. Celli guarda al futuro con ottimismo: “il paese – dice - non è sull'orlo del baratro. Con una gestione prudente e rigorosa si può supportare e sopportare il livello di indebitamento”. Chiuso il bilancio, l'aula vota l'ordine del giorno dell'opposizione per interrompere i termini di prescrizione in riferimento ai precedenti amministratori di Carisp. La maggioranza si dice favorevole e Giorgetti annuncia che “Cassa ha già intrapreso, sebbene con qualche resistenza interna, un percorso verso azioni di responsabilità con iniziative già da ottobre.” A maggior ragione, dunque, intende sottolineare questo impegno. Disponibilità accolta con sorpresa dall'opposizione che a quel punto decide di ritirarlo per riproporlo integrato con le manleve. La maggioranza si stupisce, non lesina critiche ma si dice pronta a votare eventuali manleve, ad eccezione di quella su Asset, in quanto operazione di sistema “per salvare i correntisti sammarinesi”. Alla fine l'odg dell'opposizione viene riproposto tale e quale dalla maggioranza e passa. L'altro, non trovando l'accordo, viene bocciato.

MF


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