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La giornata delle consultazioni: l'auspicio è trovare una soluzione rapida

23 giu 2008
Palazzo Pubblico
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La costante che unisce tutte le forze politiche è quella del tempo: tutti auspicano una soluzione rapida. Subito un governo che gestisca le emergenze o, in subordine, le elezioni anticipate. Sulle formule le idee sono diverse. C’è chi vorrebbe un esecutivo coeso e duraturo, che possa arrivare a fine legislatura, e chi invece auspica un governo di transizione, fino alla formazione di nuove coalizioni. La Reggenza dovrà decidere a chi affidare il mandato, e anche qui le indicazioni sono divergenti: per alcuni dovrebbe essere il PSD a ricercare la soluzione, così come vuole la prassi, per altre l’incarico dovrebbe essere affidato alla DC, altri ancora sostengono Sinistra Unita, che lo invoca con convinzione. I primi ad invocare i tempi celeri, i Sammarinesi per la Libertà, che hanno aperto le consultazioni. Ai Capi di Stato hanno ribadito la convinzione che serva un esecutivo coeso, capace di gestire il Paese fino al termine della legislatura. “Diversamente – spiega Monica Bollini – meglio andare subito alle elezioni”. Per il mandato i Sammarinesi per la Libertà vedono l’incarico al PSD, nulla in contrario però se la Reggenza decidesse di accogliere la candidatura di Sinistra Unita. La vede diversamente Alleanza Nazionale, che ritiene invece il PSD non abbia speranze di successo e preferirebbe si passasse subito la mano alla DC. Anche AN chiede celerità ma pensa ad un governo balneare, una maggioranza che si assuma l’onere di traghettare il Paese verso la consultazione elettorale, dopo aver portato a compimento alcuni passi importanti. Auspicano il mandato alla DC anche i Popolari che mettono l’accento su quelle che definiscono le maxi emergenze, dalle vicende delle banche ai seri problemi d’immagine che sta affrontando la Repubblica. “I Socialisti e Democratici – sostiene Angela Venturini – non hanno i numeri necessari per espletare il mandato con successo, sia da un punto di vista politico che numerico, quindi meglio chiamare in causa subito il partito che segue nella graduatoria della rappresentatività”. Nessuna preferenza dalla Lista Civica Noi Sammarinesi, che si rimette alla decisione della Reggenza. Ferma è invece la convinzione che si debba fare presto. “Il Paese – spiega Maria Luisa Berti – non può stare fermo a lungo”. L’idea di un governo di transizione a loro non dispiace, potrebbe affrontare le questioni più pressanti; diversamente si vada alle urne e decidano gli elettori.
Anche i Nuovi Socialisti ritengono opportuno un governo ponte, per dare modo alle forze politiche di creare quelle coalizioni che dovranno andare a giudizio degli elettori. NPS non avrebbe nulla in contrario al mandato nelle mani di Sinistra Unita, purché questo acceleri i tempi. “Non sappiamo – spiega Augusto Casali – che elementi possiedano, abbiamo chiesto alla Reggenza di verificarli”. Sinistra Unita evidenzia la sua condizione di centralità politica e Alessandro Rossi rivela che il suo partito può contare su un ventaglio di tre opzioni possibili, e questo li mette nella condizione di aspirare ad una soluzione. A spingere SU è anche Alleanza Popolare, che ribadisce la soluzione politica stia nelle elezioni anticipate, ma se c’è una forza che può costituire una maggioranza, ben venga l’incarico, indipendentemente dalla sua consistenza politica. AP conferma di avere un rapporto privilegiato con SU e ritiene possa avere maggiori portabilità di successo del PSD. Per un governo di transizione si è dichiarata la delegazione della Democrazia Cristiana, che ritiene il tentativo prioritario. La DC si candida a portare il proprio contributo, a gestire dunque il mandato esplorativo, convinto di avere buone chances di riuscita per la formazione di una maggioranza, in virtù anche di quello che rappresenta, del suo peso politico e del rapporto con l’opinione pubblica.
L’ultimo partito ad essere ascoltato è stato quello dei Socialisti e dei Democratici. Il PSD ha confermato alla Reggenza la disponibilità ad espletare il mandato, convinto che ci siano le condizioni e la necessità per il Paese di formare una coalizione capace di portare a compimento i progetti avviati fino alla fine della legislatura.