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Insediamento Reggenza: il primo discorso dei Capi di Stato

1 apr 2014
Insediamento Reggenza: il primo discorso dei Capi di StatoInsediamento Reggenza: il primo discorso dei Capi di Stato
Insediamento Reggenza: il primo discorso dei Capi di Stato - L'indirizzo di saluto dei nuovi Capitani Reggenti contiene un messaggio attento alla difficile situa...
Il compiacimento per il rinnovato rapporto diplomatico fra Italia e San Marino, per la recente uscita dalla black list e per il riconoscimento, anche da parte della Repubblica Italiana, dell’adeguamento dell’ordinamento sammarinese agli standard internazionali di trasparenza e cooperazione. Nell'imminenza dalla visita ufficiale sul Titano del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i nuovo Capitani Reggenti hanno voluto rivolgere un appello al parlamento italiano affinché si concluda il quadro delle intese bilaterali, sui quali dovrà poggiare il reciproco percorso di sviluppo. Manca ancora il via libera definitivo a due accordi firnati nel 2009, di Cooperazione Economica e di Collaborazione Finanziaria, così come si attende la ratifica dell'accordo di collaborazione per la prevenzione e la repressione della criminalità, firmato nel febbraio del 2012. Il 5 giugno Napolitano salirà in Repubblica e l'auspicio è quello che possa portare con sé questo completamento, ritenuto fondamentale. Ma nel loro indirizzo di saluto, che rappresenta anche un impegno formale sul quale si muoverà il loro incarico reggenziale, i nuovi Capi di Stato hanno voluto mettere l'accento anche sui temi dell'Europa, con la quale è aperto un negoziato per definire il miglior percorso di integrazione, e sulla necessità di favorire al più presto una ripresa economica ed un processo di sviluppo del Paese, insieme al riequilibrio dei conti pubblici. Troppe le situazioni di disagio sociale, causate dalla crescente disoccupazione, alle quali si devono dare risposte rapide e concrete. Un passaggio anche sulla necessità di riequilibrare i conti dello Stato, nell'auspicio che i sacrifici chiesti ai cittadini siano distribuiti equamente e che si combatta lo spreco delle risorse con ogni strumento. La Reggenza ha invitato tutti i soggetti che operano in nome e per conto dello Stato, a far prevalere l'interesse pubblico e a farsi guidare dal senso di responsabilità, facendo prevalere sempre l’interesse pubblico su quello privato. “Il nuovo cammino intrapreso - ha affermato - non ammette ripensamenti, ma piena assunzione delle responsabilità in tutti i ruoli e settori.”

Sergio Barducci

Il discorso integrale della Reggenza:

La Reggenza accoglie con gratitudine il messaggio augurale pronunciato da Sua Eccellenza, Monsignor Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato in Repubblica, a cui rinnova la più alta stima e considerazione. I principi cui ha fatto riferimento e gli auspici formulati sono di alta ispirazione per il nostro mandato. I valori della fraternità e dell’accoglienza degli individui e dei popoli sono indubbiamente fattori imprescindibili per la concordia, l’unione e la giustizia in ogni società. La ringraziamo, Eccellenza, per aver voluto richiamare questi valori che sono esperienza vissuta della Repubblica del Titano nella sua storia e nel suo ruolo internazionale.

La Reggenza è altresì lieta ed onorata di porgere il proprio saluto e benvenuto ai Rappresentanti Diplomatici e Consolari accreditati, a cui augura una proficua prosecuzione del Loro incarico, e desidera evidenziare l’accresciuta affermazione internazionale della Repubblica, con il potenziamento delle relazioni sia in ambito bilaterale sia nelle Organizzazioni multilaterali.

La Reggenza, nel salutare l’Ambasciatore d’Italia a San Marino, S.E. Barbara Bregato, esprime il proprio compiacimento per i recenti sviluppi nel rapporto bilaterale che hanno decretato in maniera inequivocabile il riconoscimento, anche da parte della Repubblica Italiana, dell’adeguamento dell’ordinamento sammarinese agli standard internazionali di trasparenza e cooperazione, già attestati dai competenti organismi internazionali.
L’imminente visita ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana, S.E. Giorgio Napolitano, conferma il legame esistente tra le nostre più alte Istituzioni e i nostri popoli. Una visita attesa e particolarmente gradita ai sammarinesi, che contribuirà - ne siamo certi - al positivo sviluppo della collaborazione in corso fra le autorità dei due paesi, con mutui benefici per entrambi.

La Reggenza esprime l’auspicio che il Parlamento italiano possa al più presto ratificare gli Accordi di Cooperazione Economica e di Collaborazione Finanziaria firmati rispettivamente il 31 marzo 2009 ed il 26 novembre 2009, onde poter completare il quadro delle intese fondamentali per progetti bilaterali di sviluppo, così importanti per la nostra Repubblica e per i territori limitrofi.
Analogo auspicio è rivolto alla ratifica dell’Accordo di collaborazione sulla cooperazione per la prevenzione e la repressione della criminalità, firmato a Roma il 29 febbraio 2012. La Reggenza tiene a rimarcare il valore ed il significato di questa importante intesa siglata tra i due Governi; intesa che consente ai due Stati di coadiuvarsi fattivamente in tutti gli ambiti di operatività delle proprie forze di polizia, in un efficace quadro normativo ed istituzionale.

La Reggenza è particolarmente lieta di accogliere Sua Eccellenza Dean Spielmann, Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a San Marino nella veste di Oratore Ufficiale. San Marino rende onore alla storia ed al ruolo della Corte di Strasburgo quale suprema garante della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali nel continente europeo.
La nostra Repubblica è fiera di poter confidare nell’esistenza di un patrimonio storico e giuridico che consente anche a un piccolo Paese di dimostrare la propria grandezza attraverso un ordinamento antico ed originale, orientato alla difesa delle libertà dell’individuo.

In ambito europeo, è prioritario dedicare le massime attenzione ed energie al negoziato di imminente apertura per una maggiore integrazione della Repubblica nell’Unione Europea. Siamo all’avvio di una fase “storica” per il nostro Paese, favorito dalla crescente considerazione da parte dell’Unione verso le più piccole realtà europee che avanzano la legittima aspirazione ad un legame più forte.

La Reggenza auspica che, attraverso il confronto interno, le realtà economiche, sociali e professionali partecipino a definire i contenuti delle nuove intese e che le scelte in tale ambito possano godere della più ampia comprensione e condivisione nel Paese, fatta salva la tutela delle prerogative e della sovranità dello stesso.

La Repubblica di San Marino, al pari dei paesi dell’area euro, è impegnata ad affrontare la grande sfida della ripresa economica a fronte di un lungo periodo di stagnazione che ha frenato la crescita con inevitabili ricadute sulle famiglie e sulle imprese: sviluppo, ripresa dell’occupazione, equilibrio della finanza pubblica sono sfide che accomunano tanti Paesi, ma che assumono un onere particolarmente elevato per quei piccoli Stati che, come la nostra Repubblica, dispongono di risorse limitate e sono inevitabilmente esposti a dinamiche esogene.

La Reggenza è convinta che il rilancio dell’economia e il superamento delle attuali criticità sistemiche passi attraverso la formidabile opportunità che ha il nostro Paese, in ragione delle sue caratteristiche dimensionali, di mettere a fattore comune l’impegno pubblico e privato con senso di coesione e solidarietà sociale.

In questo contesto, deve essere massima l’attenzione per le situazioni di disagio sociale, dettate su tutto dalla crescente disoccupazione, e devono poter essere assicurati efficaci strumenti di sostegno che consentano ai singoli e alle loro famiglie di superare i momenti di più aspra difficoltà.

La Reggenza è vicina alle più profonde istanze provenienti dalle famiglie e dal mondo del lavoro, da chi ha perso l’occupazione e da chi, giovani o meno, stenta a trovarla ed a costoro esprime tutta la propria solidarietà e sostegno affinché nessuno sia costretto ad affrontare da solo le più difficili situazioni di disagio economico e sociale.

Le scelte dettate dalla necessità di riequilibrare la finanza pubblica e liberare risorse hanno determinato e determinano tuttora indubbi sacrifici per cui è imprescindibile, da un lato, che gli oneri dell’indispensabile risanamento siano distribuiti equamente e, dall’altro, che la razionalizzazione della spesa diventi fattore strutturale di una attenta gestione delle risorse pubbliche, su basi etiche e deontologiche oltre che economiche, poiché lo spreco non è ammesso nemmeno nell’abbondanza.

C’è verità nella tesi secondo cui le strettoie di carattere economico e sociale non debbano provocare scoramento o indurre all’inazione ma, al contrario, possano essere utilizzate come occasioni di fermento intellettuale e professionale, di slancio propositivo per un rinnovato assetto del sistema ed una evoluzione realmente positiva della società.

In questa fase è più che mai necessario intersecare la fiducia che la Repubblica ha ulteriormente guadagnato in termini di immagine e di risultati conseguiti con la fiducia attesa da parte dei cittadini che, posti al centro degli obiettivi e delle scelte strategiche, devono poter recuperare un sentimento positivo di ottimismo e di speranza.

La Reggenza si appella a tutti coloro che operano in nome e per conto dello Stato, affinché il senso di responsabilità guidi ogni azione, l’interesse pubblico prevalga, sempre e comunque, su quello privato, ed il bene della comunità sia al centro dell’agire nel nome dell’etica, della legalità e dell’alto senso dello Stato.

L’approccio deve essere sistemico e deve vedere coinvolti tutti i settori dello Stato e tutti gli attori dell’economia, per fare in modo che l’uno e l’altra siano sempre più refrattari a comportamenti illegali e all’attecchimento di fenomeni distorsivi, lesivi delle capacità e potenzialità di sana gestione e sviluppo.

Gli accordi internazionali, le norme di riforma adottate ed il buon funzionamento della giustizia sono presidi di cui le istituzioni devono assolutamente avvalersi contro l’illegalità e la corruzione. Tali presidi sono validi ed efficaci se chi sbaglia è davvero chiamato a rispondere attraverso l’esercizio dei controlli da parte dell’autorità e attraverso la tempestiva ed autorevole definizione dei processi.

Il nuovo cammino intrapreso non ammette ripensamenti, ma piena assunzione delle responsabilità in tutti i ruoli e settori.
E’ questo un dovere rispetto al quale la classe dirigente del Paese non può esimersi anche per non deludere le migliori sensibilità e le legittime aspettative delle giovani generazioni. I nostri giovani sono una grande ricchezza, il vero valore aggiunto in grado di aprire nuove strade e far comprendere nuove visioni prospettiche.
La Reggenza desidera infine rivolgere un forte auspicio affinché le energie positive, che sino ad oggi hanno determinato la capacità di conseguire importanti risultati nella gestione della crisi, possano essere ora impiegate anche e soprattutto nella costruzione di un domani più stabile e prospero, dove la gestione delle emergenze e delle criticità non sia una attività all’ordine del giorno e dove i giovani, i nostri figli, siano liberi ed abbiano spazio per abbracciare il proprio futuro, con il compito delle istituzioni e della società di ispirarli e valorizzarli.